foto 4Nel 1943, mentre ancora infuriava la Seconda Guerra Mondiale, nell’Italia Meridionale erano già sbarcati gli alleati che scelsero alcuni luoghi della costa adriatica e di quella ionica per accogliere gli ebrei scampati alla folle persecuzione e in attesa di lasciare il nostro Paese per andare verso altre nazioni, tra cui l’America e il nascente Stato d’Israele.

In queste località molte case erano abitate dai proprietari solo d’estate: questi edifici furono requisiti e destinati ai profughi. Fu così che a Santa Maria di Leuca, Tricase, Santa Cesarea Terme e Santa Maria al Bagno, migliaia di persone, vittime di ogni genere di violenza, ripresero a vivere, ritrovarono la speranza, riscoprirono il calore umano e la fiducia negli altri.

Molti di loro, nel corso degli anni, sono tornati in questi luoghi dove avevano lasciato tanti amici tra gli abitanti del posto. I racconti della loro “rinascita” sono stati raccolti nel 2015 in un film – documentario da Gadi Castel e da Yael Katzir.

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Alcune scene di questo film sono state girate a Santa Maria al Bagno, borgo marino del comune di Nardò, dove nel 2009 è stato inaugurato, alla presenza del rabbino capo di Roma, il Museo della Memoria e dell’Accoglienza. L’intitolazione è molto significativa perché richiama due dei principi fondamentali che devono essere alla base della vita di ogni popolo: il ricordo della propria storia e l’apertura verso gli altri.

foto 6Nel Museo sono raccolte moltissime foto che ritraggono scene di vita dell’epoca: tra di esse quelle che ricordano i momenti sereni vicino al mare che, per molti profughi provenienti dai Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale, era una piacevole novità in quanto non lo avevano mai visto; la nascita di alcuni bambini; l’uscita dalla scuola dei piccoli alunni; la partecipazione alla festa del paese; le partite di calcio.

Al centro di una delle sale del museo ci sono un abito da sposa e una fisarmonica: sono due degli oggetti che la popolazione locale aveva donato ai giovani ospiti per la celebrazione di matrimoni e feste e che loro, dopo tanti anni, hanno voluto riportare a Santa Maria al Bagno.

In un’altra sala si possono vedere i murales che furono dipinti da Zvi Miller nella casa dove era ospitato. Gli stessi sono stati staccati e trasferiti nel museo. In poche immagini si raccona il passato e il futuro del popolo ebraico, dalla diaspora alle persecuzioni naziste, fino al rientro nella Terra Promessa attraverso un ponte che attrafoto 3versa il Mediterraneo, partendo proprio dal Salento.

Il comune di Nardò, che per il suo impegno in quegli anni ha ricevuto la Medaglia d’Oro al Merito Civile, conserva il legame con Israele perché è gemellato con il comune di Hof-Hacarmel Atlit.

Inoltre, nel museo, sono organizzati, nel mese di gennaio degli eventi; quest’anno il programma ha come tema non solo la Shoah ma anche il dramma delle foibe e il genocidio degli Armeni.

 

 

 

Foto di Francesco M. A.