Quanti di voi hanno mai sentito parlare di afantasia?

Non credo in molti a causa della scarsa diffusione che ha avuto la scoperta della sua effettiva esistenza. Tutto è cominciato quando Blake Ross, membro influente della Mozilla Firefox, ha pubblicato un post su Facebook in cui spiegava di non aver mai saputo che tutti gli altri possono visualizzare immagini nella loro mente e che lui non ne era mai stato in grado. Potrà sembrare assurdo o impossibile eppure è così: Blake non è in grado di formare nessuna immagine nella sua mente, come molte altre persone affetta dalla, cosiddetta, “afantasia”.

Ma cos’è esattamente?

“Afantasia”, come suggerisce il nome, indica proprio ‘l’incapacità di formare immagini mentali’. Chiunque sia affetto da essa non riesce a vedere attraverso il cosiddetto ‘occhio della mente’, che ci permette di visualizzare   qualsiasi cosa lontana fisicamente dai nostri occhi. Essendo una scoperta recente gli scienziati non sono ancora sicuri di poterla considerare una vera e propria malattia: molte persone che soffrono di questa, infatti, hanno trascorso la maggior parte della loro intera vita normalmente senza sapere di essere in qualche modo ‘diversi’. Non sono quindi impossibilitati a svolgere le funzioni che svolgono tutte le altre persone: basti pensare che Blake Ross è un programmatore informatico, lavoro non poco impegnativo. Su una sola cosa gli scienziati sono d’accordo: tutti possiedono un ‘occhio mentale’ ma, prendendo come esempio i nostri occhi, ognuno possiede una diversa diottria e, di conseguenza, riesce a vedere in modo più o meno nitido le immagini presenti all’interno della sua testa.

Cosa prova una persona affetta da “Afantasia”?

Come testimoniato da Blake Ross, fin da quando ha memoria non ha mai potuto ricordarsi qualsiasi tipo di memoria visiva, uditiva e sensitiva. Non è in grado di provare qualsiasi tipo di emozione sensoriale mentale: non prova alcun tipo di emozione al pensiero di una spiaggia “rilassante” o di un mostro “terrificante”. Per lui, però, questa situazione è sempre stata normale almeno fino a quando non ha scoperto che era in qualche modo ‘diverso’ dalla maggior parte delle persone. E così per centinaia di altre persone che hanno scoperto da poco di non essere in grado di fare qualcosa che a tutti noi risulta perfettamente normale.

Come molto spesso in questi casi la maggior parte delle persone risultano ancora scettiche: molte persone, talvolta anche stessi amici di Blake, lo hanno accusato di esser un bugiardo ipocondriaco e di non credere a una sola parola scritta da lui. Io stessa all’inizio ero molto scioccata, ma per qualche motivo non ho mai dubitato di quello che ho letto. Questo perché ho riscontrato in prima persona, mentre eseguivo un test divulgato da università di Exeter per verificare la nitidezza con cui una persona può vedere con l’occhio della mente, di avere scarsa capacità di visualizzare immagini con esso e di essere quindi non completamente ‘cieca’ come Blake, ma di essere comunque molto lontana dall’iperfantasia, la capacità di formare immagini mentali molto nitide.  

Dato il mio interesse sull’argomento ho divulgato ad alcuni miei amici il questionario che io stessa avevo compilato e sono rimasta veramente stupita dalla quantità di diversi risultati riscontrati: ognuno ha una diversa capacità di visualizzare immagini mentali. E mi ritrovo assolutamente d’accordo con il pensiero di un professore di neurologia cognitiva, Adam Zeman: “l’afantasia non è una disabilità, non è una malattia, è semplicemente una varietà dell’esperienza umana”.