Nella democraticissima e socialmente progredita Germania, retta dal pugno di ferro della cancelliera Angela Merkel, durante la notte di Capodanno nella sola Colonia sono state sporte più di 880 denunce: in più di metà dei casi, il motivo è stato per molestie sessuali, furti, stupri o tentativi di violenze sessuali, aggressioni fisiche e insulti sessisti e razzisti di ogni genere.

Mentre la polizia tedesca indaga sull’accaduto, per il quale è già stato iscritto sul registro degli indagati un gruppo di circa 40 persone di origine nordafricana, si sollevano dubbi, polemiche e tanto sdegno. Sì, perché ancora una volta ad essere colpite sono le donne, vittime designate per chi ha una mentalità troppo chiusa e ristretta per comprendere il semplice concetto di uguaglianza fra il sesso maschile e quello femminile.
Del resto, anche qui, in Italia, sono in costante aumento i casi di femminicidio e violenze di ogni tipo, compiute molto spesso proprio dai partner e dai conviventi. Questo porta a riflettere sulla cultura di genere nella quale viviamo, che è ancora, sotto moltissimi aspetti, incredibilmente arretrata e tendente a relegare la donna nei due ruoli-stereotipi di coniglietta sexy, sorridente, ammiccante, sempre disponibile oppure in quello di moglie e madre perennemente ai fornelli, che bada ai figli e sbriga le faccende domestiche.

I fatti di Colonia dimostrano come, anche in un paese che è tradizionalmente ritenuto molto stabile dal punto di vista economico e avanzato dal punto di vista ideologico e sociale, le donne siano troppo spesso una sorta di capro espiatorio per violenze e abusi di ogni genere, solo perché considerate inferiori e deboli da individui ancora attaccati ad un concetto di genere praticamente medievale.
L’unico modo in cui si può tentare di combattere questa vera e propria piaga sociale, che imperversa in tutta Europa, è la sensibilizzazione e l’educazione alla cultura della parità dei sessi, rivolte soprattutto ai ragazzi e alle ragazze più giovani, per renderli un domani cittadini più consapevoli e meno propensi ai pregiudizi e agli stereotipi che purtroppo ancora dominano, in modi più o meno diretti, nel nostro comune modo di pensare e di agire.