Il colorcampus è una fantastica esperienza da vivere a Loano, un paese molto suggestivo sulla riviera ligure. Il 26 giugno 2016 dal mio piccolo paesino in provincia di Bari  sono partita per raggiungere la meta predefinita. Le  prime emozioni provate sono state abbastanza ambigue poiché mi sentivo ansiosa e  troppo sicura della mia timidezza, che giorni prima non voleva lasciarmi andare e che non mi ha mollata fino all’ultimo istante in cui salutai mio padre, fino a quando voltai la testa verso quel groviglio di persone, feci un respiro profondo e capii subito che lì, esattamente in quel posto, avrei conosciuto persone speciali! Allora dovevo lasciarmi andare  e farmi conoscere per le mie qualità migliori… e dunque mi convinsi che dovevo dare il meglio di me ! Primi volti, primi sorrisi che incrociavano i miei occhi… l’affetto , l’accoglienza di chi sembra ti avesse già conosciuto da tanto tempo… E poi… chi se la dimentica la simpatia di “quei” 5 talenti dalla maglietta gialla: Michelangelo, Sara, Teresa, Nicola e Livia ???  Solo poco dopo, quella stessa simpatia si sarebbe mischiata con la professionalità rivelata in veste di  coach… NOSTRI coach.  Ognuno, con il suo “cavallo di battaglia”: videogiochi ed elettronica, teatro, inglese, cinema e musica, ci ha insegnato i piccoli trucchi del mestiere accompagnandoci nel duro lavoro, nello studio, nell’impegno e anche nel divertimento. Ma colui che ha permesso che tutto quello potesse essere possibile è William Salice. Un uomo dalla sconfinata cultura e saggezza che si è presentato esclamando:” LAVORARE, LAVORARE, LAVORARE, STUDIARE, STUDIARE, STUDIARE”. Che assoluta verità! – sussurrò mio padre. E che gran belle parole ! – ci aggiunsi io. Certo con due semplici vocaboli come quelli è subito riuscito a trasmetterci l’essenza della sopravvivenza di ogni essere umano, quello che dovrebbe essere lo scopo da perseguire sin dai primi anni di scuola, anzi di vita.  Probabilmente così ripetute avevano l’obbiettivo di diventare indimenticabili per ciascuno di noi… come indimenticabile sarà colui che le ha esclamate in pochissimi secondi,  lasciando trasparire la fatica e la dedizione, con cui egli stesso ha raggiunto i suoi notevoli traguardi. Dopo quel memorabile discorso e dopo la presentazione della professoressa Renata Crotti, ero pronta per vivere con tutta me stessa l’esperienza del campus! Non è stato affatto difficile socializzare con gli altri ragazzi, grazie a dei giochi volti all’esposizione delle proprie qualità, permettendo dunque la conoscenza reciproca . E la mia timidezza dov’era?!? Inconsciamente iniziavo ad aprirmi verso gli altri, verso quel mondo familiare, in cui potevi solo riporre fiducia ed affetto. Inconsapevolmente iniziavo ad abbandonare la mia parte insicura ed introversa acquisendo giorno dopo giorno doti che non sapevo nemmeno di possedere. Tutto ciò, grazie alle attività giornaliere, come ad esempio il colorpress o le lezioni di publicspeaking che ci rendevano persone più sicure e meno timorose di affrontare il prossimo, o magari un pubblico intero. Infatti, tutti i giorni, dopo un leggero risveglio muscolare in spiaggia, quando la brezza del mattino ti accarezzava armoniosamente,  e dopo una colazione alquanto vitalizzante, cinque ragazzi scelti a caso dalla coach Teresa, si cimentavano nella lettura di un articolo di giornale a loro disposizione. In base alle proprie capacità di sintesi, ogni color riassumeva e rielaborava quanto letto per poi esporlo davanti a tutti gli altri ragazzi e alla coach Sara che ci forniva dei consigli e anche delle critiche costruttive sulla postura, sull’articolazione, sulla padronanza del palco e sull’ esposizione corretta ed equilibrata di quanto compreso . A seguire, a turno, i coach organizzavano delle lezioni piuttosto interessanti e anche simpatiche sulle discipline in cui erano esperti, svolgendo delle attività  in cui vi era la possibilità di dare sfogo alla propria creatività, lasciando spazio all’esplosione dei talenti e alla vitalità dell’adolescenza condivisa, in cui ognuno non poteva far altro che imparare dall’altro, qualcosa di nuovo…qualcosa di straordinario . E poi… la leggerezza che si respirava durante la colorfrutta: momenti di pausa, talvolta tanto attesi, in cui si poteva gustare della frutta di stagione. E per finire… il dopo cena: il colornews! Tutte le attività svolte durante la giornata venivano documentate mediante testi, video, fotografie, disegni realizzati dai color quotidianamente. Il campus mi ha permesso di incontrare, anche personaggi di spicco nel mondo della pubblicità come Mario Attalla, Bianco Cazzngual e Ambrogio Invernizzi insieme alla sua famiglia. I grafici-pubblicitari ci hanno parlato del loro mestiere e di quanto sia importante riuscire a catturare, mediante alcuni media (in questo caso la grafica), l’attenzione del pubblico per la vendita del proprio prodotto. Sono stati degli incontri che ci hanno metaforicamente trasportati nel mondo del lavoro, svelandoci alcuni piccoli segreti e consigli per non arrenderci al primo ostacolo ma continuare per il nostro  percorso con determinazione e coraggio. Nei giorni successivi siamo stati divisi in gruppi e ad ognuno  è stato affidato un tema su cui lavorare: ambiente, futuro, violenza sulle donne e bullismo. La parola gruppo era stata bandita! Eravamo delle agenzie, società, associazioni: insomma colleghi di lavoro, che cooperavano per estrapolare il problema, esporlo e argomentarlo ed infine risolverlo mediante la “creazione” di un prodotto. Per far ciò ogni “gruppo” (passatemi il termine questa volta) doveva presentarsi con un nome, un pay-off  e un logo; parlare del proprio problema attraverso una presentazione in PowerPoint e sviluppare il tutto sotto forma di video o altro materiale audiovisivo. Questo progetto è stato la coronazione di un percorso, quasi giunto al termine, in cui abbiamo messo in pratica le competenze acquisite durante le lezioni degli esperti, i loro consigli e quelli dei coach. Per me il colorcampus è stata anche un’esperienza divertente, fatta di momenti di gioia, sorrisi, allegria come il colorday: “ un abbraccio per un sorriso” ; ecco il motto di questa bellissima giornata trascorsa ad abbracciare la gente in cambio di un sorriso solidale; o ancora lo spettacolo finale realizzato proprio per concludere il campus.

Mentre scrivevo questo breve testo, ho ripercorso tutte le immagini più belle di quella che è stata soprattutto per me una vittoria, una gran bella rivincita nei confronti di quella stessa timidezza che non voleva nemmeno che partissi. E poi, mi scorrono ancora in mente, quei momenti condivisi con persone , che da un giorno all’altro diventano parte della tua vita. Quelle persone, quelle stesse persone che oggi non posso salutare o magari abbracciare perché la distanza non me lo permette, resteranno un ricordo che mi farà tornare il sorriso, persistente e intramontabile, di quei 10 giorni, che speravo non finissero mai. -Ma quando meno te lo aspetti, ti volterai e li rincontrerai, magari tra la gente, magari sotto quella brezza pungente, che non era poi così pungente con loro . E allora li rincontrerò.

Annarita