articlo noemiTra le stradine di una piccola città come Loano sono molti i particolari che possono catturare l’attenzione di un attento visitatore; la bellezza di un tale paesaggio marittimo, difficilmente può essere eclissata; eppure in una giornata speciale come questa gli occhi, il cuore e i pensieri di 43 giovani COLOR erano indirizzati esclusivamente verso il viaggio, che da lì a poche ore avrebbero intrapreso.

Nessuna preparazione sarebbe stata in grado di controllare il battito cardiaco dei nostri cuori alla vista dell’insegna del COLORcampus, perché dove i nostri genitori vedevano una semplice entrata NOI COLOR siamo stati in grado di vedere tutto ciò che essa silenziosamente nascondeva: la sorpresa nell’essere stati premiati per quelle che erano le nostre passioni, che molti di noi avevano sempre tenuto nascoste e su cui probabilmente per la prima volta abbiamo deciso di contare.

L’emozione per la prospettiva del viaggio in cui ci stavamo per cimentare, magari sapendo tutto ciò che effettivamente avremmo fatto ma senza pensare a quanto questo ci avrebbe cambiato, alla fine dell’esperienza.
Eppure ognuno di noi ha intuito quanto fosse speciale questo posto sin dal primo momento in cui ne ha varcato la soglia.

L’atmosfera intrisa di speranza era facilmente percepibile, i colori, le risate e l’ospitalità di William, Renata e i COLORcoach ha facilitato la conoscenza tra i COLOR e grande è stata la sorpresa nello scoprire in ragazzi, a prima vista tanto diversi da noi, dei nuovi amici.

Man mano ci siamo allontanati dai genitori per avvicinarci tra di noi, cercando di integrare anche le persone più introverse e metterle a loro agio. A nostro agio ci siamo sentiti pure noi quando abbiamo salutato i nostri genitori senza alcun rimpianto ma con solo tanta voglia di metterci in gioco subito, o al massimo dopo un breve pisolino.

I nuovi rapporti creati in questo breve pomeriggio li abbiamo immediatamente mostrati al mondo esterno; tutti insieme abbiamo girato per le strade di Loano e chissà cosa potrebbe aver pensato un osservatore esterno di fronte a tanti giovani ragazzi tanto sorridenti, tanto colorati. In un unico momento i diversi colori, corrispondenti alle cinque squadre, si sono mischiati ed ogni effettiva divisione tra i COLOR è scomparsa.

Durante la passeggiata in veste di giornalista improvvisata, sogno che vorrei diventasse realtà, ho chiesto a diversi passanti le loro impressioni sul quel gruppo di ragazzi che ridendo e chiacchierando tra di loro giravano per le strade della piccola città di Loano e, nonostante molti di loro non conoscessero il campus ed i suoi obiettivi, hanno comunque percepito la magia e la vitalità dei giovani COLOR.

Diversi dialetti ed accenti si sono mischiati foto articolo noemianche durante la COLORcena, andando a creare una sinfonia di storie e tradizioni regionali: l’intera Italia era riunita in un’unica sala e tramite l’aiuto di William, che si è occupato e si occuperà personalmente anche dell’organizzazione dei posti a tavola, diversi di giorno in giorno, ognuno di noi ha avuto la possibilità di conoscere nuovi compagni o approfondire i rapporti.

La sorpresa finale è stata il riassunto tramite materiale digitale della prima giornata al COLORcampus: i primi sorrisi timidi di coloro che senza saperlo da lì a poco tempo sarebbero diventati grandi amici; le prime strette di mano e i primi abbracci dei 43 color che attraverso un piccolo contatto fisico hanno realizzato tutto ciò che fino a pochi momenti prima sembrava essere solo una bella fantasia e la luce nei loro occhi dove l’imbarazzo, l’emozione e il timore si sono mischiati. Le prime immagini di questa grande avventura che, proprio come una foto, resteranno per sempre impresse nel nostro cuore.

Testo di Noemi D.B.