Chi non ha mai sentito parlare di Harvard e MIT (Massachusetts Institute of Technology)? Sono due delle università più famose e prestigiose al mondo, entrambe sono situate a Boston e rappresentano solamente la punta di diamante di un ecosistema fondato appunto sull’istruzione.

Nella città che si trova sulla costa atlantica degli Stati Uniti d’America e più precisamente nello stato del Massachusetts, possiamo ritrovare una società multietnica in cui si incrociano popoli e culture di ogni parte del mondo, dall’Italia alla Nuova Zelanda, dalla Russia alla Francia, dalla Turchia al Messico.

Ma nonostante questa moltitudine di persone emerge in modo forte la mentalità degli abitanti del luogo, sempre affezionati alla propria cultura ma allo stesso tempo profondamente interessati alle culture di altri Paesi, sia che si tratti di musica, di arte, di moda o di tecnologia.

Per sintetizzare l’idea che mi sono fatta di questo popolo mi piace ricordare una citazione di Patrizio Paolinelli in relazione ad una recensione del libro” Cosa pensano gli americani: le differenze di mentalità tra europei e statunitensi’’ di Francesco Antinucci di Editore Laterza 2013 “Negli Stati Uniti uguaglianza significa semplicemente uguaglianza delle opportunità. Ossia: ogni individuo vale per quello che è in grado di fare, gli USA sono la terra in cui è possibile rifarsi una vita e non importa da chi si è nati”

Ecco, proprio il concetto per cui “ogni individuo vale per quello che è in grado di fare” mi fa pensare che proprio la vita di uno studente che è impegnato in un percorso di studi più o meno complicato, merita di essere valorizzata, facendo emergere quello che è in grado di fare grazie alle proprie capacità e ai propri talenti, lasciando così ad ognuno di questi studenti l’opportunità di esprimere il proprio valore.

La vivibilità all’interno delle vie cittadine, l’efficacia dei mezzi di trasporto, le numerose iniziative culturali, sportive, i punti di ritrovo pensati per ragazzi e ragazze sono tutti elementi che favoriscono la vita di uno studente magari distante migliaia di chilometri dalla propria casa e dai propri affetti, non ultimo le dimensioni stesse della città che rispetto ad altre metropoli “studentesche” è tutto sommato piccola, conta infatti circa 650.000 abitanti.

Non possiamo infine dimenticare i percorsi professionali proposti agli studenti.

Alcuni studenti dell’MIT hanno raccontato come il percorso di studi preveda la realizzazione di un prodotto che deve essere presentato ai vertici delle aziende potenzialmente interessate a quel prodotto o servizio.

Quale migliore opportunità professionale per permettere ad uno studente di presentarsi al mondo del lavoro che lo attende per il resto della propria vita?