È ufficiale: la Gran Bretagna lascerà l’UE. Fra preoccupazioni e timori, ma anche sospiri di sollievo e momenti di felicità da parte dei cittadini inglesi e dei maggiori esponenti politico/economici del mondo, tutti i pensieri terminano con una destinazione comune: il dubbio.

In questi giorni abbiamo potuto assistere a dibattiti e servizi inerenti al referendum che promette di cambiare la storia della Gran Bretagna, ma quello che vorrei scrivere oggi si tratta di alcune delle poche notizie che sono trapelate dai Big dell’industria tecnologica e video-ludica in merito all’argomento.

Sul piano economico è probabile che assisteremo ad una progressiva svalutazione della sterlina, ma sopratutto all’aumento dei dazi doganali per i commerci verso e con il Regno Unito. È proprio questo infatti che sta alla base di alcune notizie ufficiose: LG e Samsung sarebbero pronte per trasferire i propri quartieri generali europei al di fuori dell’isola inglese, contemporaneamente a una conseguene e importante riduzione dei commerci con la Gran Bretagna, dettata dal’improvvisa “riduzione di interesse delle due aziende verso il mercato Inglese”, ovviamente basata sull’insicurezza della stabilità del sistema economico del paese.

Inoltre la taiwanese Acer conferma le preoccupazioni delle due multinazionali, ma senza presentare alcuna contromisura evidente.

Sul piano software abbiamo invece una lettera da parte di Richard Wilson, CEO di TIGA (associazione che rappresenta l’industria videoludica inglese), che esprime le sue preoccupazioni in merito al futuro del settore, condivise da molte altre persone.

È poi necessario ricordare che la Gran Bretagna non sarebbe più obbligata a rispettare diverse regole europee in materia di diritti informatici, privacy, roaming telefonico e avrebbe carta bianca per eventuali “cambi di rotta”.

Da tutta questa confusione ci si può aspettare un decisivo cambiamento da parte di molte altre società, ma per ora non è possibile scendere nei dettagli poiché il BREXIT è un processo lungo e indeterminato, come indeterminate sono le risposte delle varie multinazionali coinvolte.