Prima che i media cominciassero a parlare di Expo Milano 2015, avevo solo vagamente sentito la parola Expo e mi resi conto di non sapere che cos’è una Esposizione universale.

L’unica cosa che veramente sapevo è che la Tour Eiffel di Parigi fu costruita per l’Esposizione universale del 1889. Allora ho partecipato a una conferenza di Giacomo Biraghi, esperto internazionale di strategie urbane e dei Tavoli tematici in vista di Expo 2015 (www.tavoliexpo.it).

Che cos’è l’Expo

Il Bureau International des Expositions (BIE) gestisce il calendario delle Expo e ne stabilisce le regole. Il BIE è una organizzazione internazionale intergovernativa fondata nel 1928 tramite la Convenzione di Parigi, composta ad oggi da 168 nazioni.

Queste nazioni possiedono il format Expo universale e lo assegnano o meglio lo vendono per 1 milione 200 mila euro, a uno Stato appartenente al bureau, che a quel punto ha diritto di condurlo in una determinata data e in una determinata città. L’Italia, il 31 marzo 2008, ha comprato il diritto di condurre l’Expo universale a Milano, nel 2015.

Caratteristiche generali

L’Expo appartiene alla famiglia dei parchi tematici composta da quattro sorelle: casinò, crociere, parchi divertimento e appunto expo universali. Il format di ciascuna sorella presenta tre caratteristiche in comune:

  • ci deve essere un’area delimitata, aperta in determinati orari e accessibile solo con biglietto a pagamento;
  • ci devono essere numerose attrazioni capaci di attirare 8-15.000persone/die con uno spazio dedicato alle code (20%); uno spazio dedicato al cuore delle attrazioni, che si chiama esperienza o gioco costretto (60%); uno spazio dedicato alla parte commerciale, ristoranti, bar, merchandising (20%). Quindi, ricapitolando, lo spazio deve essere pianificato per gestire la coda, l’esperienza e il commercio;
  • ci devono essere migliaia di eventi, con un palinsesto sempre uguale che si ripete giorno dopo giorno alla stessa ora. Il visitatore non deve consultare un programma ma sa a che ora e dove sono gli eventi.

Le quattro sorelle hanno un target preciso: si rivolgono a famiglie o a gruppi di amici che hanno desiderio di trascorrere una giornata per fare un’esperienza, per conoscere prodotti o persone divertendosi. In inglese si dice “edutainment”.

Expo è entrato nella famiglia dei parchi tematici nell’anno 2000 e doveva distinguersi.

Caratteristiche peculiari delle esposizioni universali:

Il carattere temporaneo

L’evento deve essere temporaneo, aperto solo per un determinato periodo di tempo e le attrazioni devono essere integralmente rimosse dopo la chiusura. Costringe i visitatori ad andare solo in quel determinato periodo e nessun altro potrà più vederlo neanche nelle sue vestigia.

La modalità di gestione

Non vi è un proprietario monocratico che comanda (es. Disney) ma l’80% delle attrazioni e degli eventi è gestito da singoli attori che si esprimono liberamente. Nel caso di Expo Milano, si muovono singolarmente 145 Stati, 137 associazioni del terzo settore, 21 regioni, 29 aziende, 3 organizzazioni internazionali.

 Il tema

Il tema dell’evento deve essere di interesse mondiale, generale, senza contenuti o ideologie, politically correct. L’Expo non lancia un messaggio ma tanti messaggi, tutti sullo stesso piano.

Le innovazioni di Expo Milano 2015

Più di 60 Paesi hanno costruito un proprio padiglione autonomo su un lotto assegnato, i cosiddetti Self-Built Exhibition Space; i restanti paesi partecipano con uno spazio all’interno di padiglioni condivisi (co-housing). Per i paesi in via di sviluppo le strutture, tecnicamente detti Cluster, sono realizzate dagli organizzatori (Expo 2015 S.p.A.). I nove Cluster ospitano oltre ottanta Paesi, interessati a condividere la propria esperienza su un determinato tema (Bio-mediterraneo, Cacao, Caffè, Cereali e tuberi, Frutta e legumi, Isole, Riso, Spezie, Zone aride).

L’idea del Cluster è piaciuta a Dubai che ne ha comperato il diritto di uso per la prossima Esposizione nel 2020. Milano ha pensato a un reticolo ortogonale con due direttrici, sul modello delle antiche città romane.

Il Cardo ospiterà gli spazi curati dall’Italia, mentre le nazioni partecipanti hanno costruito i loro padiglioni lungo il Decumano: un unico viale per tutti i Paesi, così da garantire a ognuno la stessa visibilità indipendentemente dalla forza economica.

La possibilità “egualitaria” di affacciarsi sulla passeggiata principale, la World Avenue, senza aree di serie B, ha convinto molte nazioni a partecipare e investire in co-housing.

Dopo Cardo e Decumano e l’invenzione dei Cluster, la terza innovazione di Expo 2015 rispetto alle edizioni precedenti è quella di riservare uno spazio alla società civile che di solito protesta all’esterno di Expo. Le Associazioni hanno il loro quartier generale alla Cascina Triulza, dove possono organizzare i loro eventi.

Sono attesi 20 milioni di visitatori (la maggior parte dall’Italia, seguiti dagli asiatici e dagli expofans) e 10 mila volontari. Il costo medio del biglietto è di 25 euro e si stima che il tempo medio di visita sia di cinque ore e mezza.