Signore e signori, ecco qualcosa di cui è davvero importante parlare. Sono certo che molti fra di voi avranno riso a crepapelle nei mesi e negli anni passati con i video di youtuber di spicco come Claudio di Biagio, autore di  “nonapritequestotubo” e i The Pills, recentemente passati anche al palinsesto televisivo.

Eppure è raro che l’utente della strada si accorga di quanto impegno, di quanta professionalità e di quanta qualità tecnica ed artistica ci siano dietro ai video comici di giovani talenti come quelli già citati o come quelli di Matteo Bruno (Cane Secco) o i The Jackal.

Non sono nomi casuali quelli citati perché uno dei progetti più chiacchierati del web nell’ultimo anno nasce proprio da loro: Claudio Di Biagio come regista (l’ha detto anche lui, vuole farlo da grande) e Luca Vecchi (quello dei The Pills con la barba. No, non Luigi. L’altro.) come sceneggiatore e attore, insieme hanno dato inizio al fenomeno social-mediatico di “Vittima degli eventi”.

Cos’è “Vittima degli eventi”? Non è un fan-movie, ovvero non è un prodotto amatoriale fatto dai fan di un personaggio per gli stessi fan, ma un film vero e proprio, con tutti i crismi, basato su uno dei più leggendari protagonisti del fumetto italiano, uno di quelli che fanno invidia pure ai colossi americani: Dylan Dog.

Luca Vecchi, nella sceneggiatura ha sapientemente introdotto delle modifiche che rendono “Vittima degli eventi” un’interessantissima interpretazione tutta italiana di Dylan Dog, che riesce a mantenere il fascino dell’originale, ma aggiunge qualcosa di nostrano: mostra la meravigliosa Roma sotto una luce diversa ed inaspettata grazie anche alla fotografia di Matteo Bruno, che fa le scarpe ai “professionisti” del nostro cinema di oggi. Ovviamente il personaggio di base (con le fattezze di Rupert Everett, inquilino in Craven Road a Londra e specializzato in soprannaturale) non è lo stesso che vediamo interpretato da Valerio Di Benedetto (“Spaghetty Story”) nel film di Di Biagio.

Gli innovativi e speranzosi ragazzi di “Vittima degli eventi” si sono rivolti ai loro fan e sostenitori di sempre e tramite due campagne di crowdfunding (ovvero la pratica in voga in America e finalmente nascente in Italia di raccogliere fondi poco alla volta da tante persone su Internet) sono riusciti a mettere da parte circa 40.000 euro (qualcosa di irrisorio, che nelle vere produzioni cinematografiche è meno della metà dell’ingaggio di, mettete voi, Steven Seagal), e con quei 40.000 hanno fatto davvero meraviglie.

La cosa più bella del film è l’atmosfera di vera professionalità, di amore, passione e vera collaborazione che traspare da ogni fotogramma e da ogni parola di una magistrale sceneggiatura che non stonerebbe su uno dei numeri della storica testata fumettistica: una sceneggiatura che, a dire il vero, apre le possibilità ad una serie di spunti e citazioni, e potrebbe essere il pilot ideale per una serie tv ambientata in giro per l’Italia.

Un’esperienza così bella da sembrare irreale, assistere alla prima visione del film da parte del regista insieme allo stesso, e condividere con i creatori e tutti quelli che vi hanno lavorato l’emozione e la passione di qualcosa di meraviglioso come “Vittima degli eventi”.

Un manifesto, non privo di errori, questo è certo, ma sicuramente un film con premesse irrisorie ed un risultato da veri professionisti dell’audiovisivo, un sonoro schiaffo in faccia al declino vissuto nell’ultimo decennio dal cinema italiano, e che sta galvanizzando una serie di prossimi cineasti che, io confido, sapranno rendere il nostro cinema e il nostro orgoglio di nuovo grande.

Claudio Di Biagio è una figura così spontanea ed esagitata da essere ispirante, costantemente “in fissa” e con le maniche rimboccate: è il prodotto positivo delle chance che il web ha da offrire, e saprà darsi da fare per diventare, come dice lui “da grande”, un regista. E io, quella sera, ho visto un vero regista.

“Vittima degli eventi” è un progetto del tutto no-profit, disponibile gratuitamente sul canale dei The Jackal e nato per essere biglietto da visita di questa nuova generazione di artisti e lavoratori.