Elementare, Watson!“, sappiate che queste due parole non sono mai state pronunciate da Sherlock Holmes, in nessuno dei suoi racconti. Questo è solo uno dei tanti elementi apocrifi che l’immagine popolare ha creato sull’investigatore più famoso di tutti i tempi.

Sherlock Holmes, nato dalla penna del grande scrittore Sir Arthur Conan Doyle, è un personaggio estremamente originale. Con un’intelligenza e una logica fuori dal comune, Holmes è il primo e l’unico “consulente investigativo” al mondo; infatti lui stesso ha inventato il suo lavoro per sfruttare al meglio le sue capacità deduttive. La gente si rivolge a lui per casi particolari che Scotland Yard non può o non vuole risolvere, talvolta persino la polizia, in particolare l’ispettore Lestrade, si rivolge a lui per chiedere aiuto davanti a omicidi apparentemente inspiegabili.

Il nostro detective ha molte e particolari manie, come quella, ad esempio, di assumere cocaina o morfina quando il suo cervello non è in attività, perché altrimenti cadrebbe in un insopportabile stato di noia. Egli inoltre non si interessa alle nozioni di letteratura, scienza o filosofia, perché ritiene che queste occupino spazio nella sua mente, prendendo il posto delle cose importanti. Ad esempio egli ha un’ottima conoscenza dei veleni, della chimica e dell’anatomia, senza dimenticare che ricorda tutti i casi di omicidio avvenuti in Inghilterra. Ama suonare il violino, e svolge questa attività quando deve riflettere. In alternativa al violino passa giorni seduto sulla sua poltrona senza parlare e toccare cibo fino a quando non è arrivato a una soluzione. Insomma un coinquilino non facile, eppure il buon Dottor John Watson, suo coinquilino al 221b di Baker Street a Londra, racconta per filo e per segno tutte le imprese del suo grande amico, sopportando anche i suoi periodi più strani.

Questo personaggio ha affascinato un enorme pubblico di lettori e ha stuzzicato la mente di molti registi teatrali e cinematografici. Sono stati proprio i registi a inventare alcuni elementi che per noi sono simbolo di Sherlock Holmes, ma che in realtà non sono presenti nel libro originale. Come dicevo all’inizio Holmes non dice mai “Elementare Watson!” e nemmeno “Elementare, mio caro Watson!”. Molto spesso definisce i suoi casi o i suoi ragionamenti “elementari” e altrettanto spesso si rivolge al suo amico chiamandolo “mio caro Watson” o “mio buon Watson”, ma le due cose non sono mai state pronunciate insieme.

Altri due elementi tipici dell’investigatore sono il famoso cappello da caccia (il deerstalker) e la tipica pipa ricurva a forma di proboscide. In realtà nei racconti non viene mai menzionato quel particolare tipo di cappello e per quanto riguarda la pipa, Sherlock Holmes fuma indistintamente pipa, sigari e sigarette. Insomma il grande investigatore della Londra vittoriana è diventato un cult e non è passato mai di moda.

Il volto più noto di Sherlock Holmes nel cinema è stato quello di Basil Rathbone accompagnato da Nigel Bruce nei panni del Dottor Watson. Due altri volti famosi sono quelli di Geoffrey Whitehead nei panni di Holmes e da Donald Pickering in quelli di Watson nella serie “Sherlock Holmes e il Dottor Watson”. Due film più recenti ma che hanno avuto grande successo sono “Sherlock Holmes” e il sequel “Sherlock Holmes – Gioco di ombre” di Guy Ritchie con Robert Downey e Jude Law. Uscito da poco, il film “Mr Holmes – Il mistero del caso irrisolto” con Ian McKellen è molto interessante, perché racconta gli ultimi anni del famoso investigatore che, ritiratosi dalla professione, tenta di ricordare l’ultimo caso che ha risolto e che è stata la causa del suo ritiro, lottando contro la demenza senile che avanza.

C’è da sottolineare che molte trame dei film non riflettono le storie originali dei racconti, oppure si ispirano ad essi ma cambiano alcuni elementi. Per finire con l’analisi delle versioni cinematografiche, Sherlock Holmes non è rimasto sempre nella Londra vittoriana, ma ha conosciuto anche l’epoca moderna, in particolare due serie tv sono una rivisitazione in chiave moderna delle opere di Doyle: “Elementary” dal 2012, della CBS, in cui le vicende si spostano da Londra a New York, e troviamo Jonny Lee Miller, mentre il personaggio di Watson è stato rivisto in versione femminile con il nome Joan Watson, interpretata da Lucy Liu; e “Sherlock” della BBC dal 2010 in cui Sherlock Holmes e John Watson sono interpretati rispettivamente da Benedict Cumberbatch e Martin Freeman.

La figura di Sherlock Holmes è uno dei personaggi più amati della letteratura, e anche se Arthur Conan Doyle affermò che “se fra 100 anni sarò conosciuto solo come l’uomo che inventò Sherlock Holmes, considererò la mia vita un fallimento”, io consiglio a tutti di leggere uno dei racconti del perspicace investigatore inglese che riesce a capire tutto di una persona con un solo sguardo.