Da 16 anni, l’Academia Lupiaensis, un’associazione che si occupa della promozione di cultura, arte e artigianato, organizza, nello splendido chiostro del convento dei Teatini a Lecce, una fiera dedicata ai fischietti.

foto 1L’evento si svolge nell’ultima settimana di aprile, in quanto il fischietto evoca la primavera, il risveglio della natura, imitando il canto degli uccelli. La primavera  è considerata anche il momento in cui nascono gli amori e il fischietto era, fino a qualche decennio fa,  uno dei doni che “lu zitu”, il fidanzato, dava alla “zita”, la sua innamorata, come pegno d’amore.

Oggetto artigianale tra i più antichi, aveva anche altre funzioni: giocattolo, portafortuna, rimedio contro la malinconia e veniva venduto nelle fiere che cominciavano  subito dopo la Pasqua.  Ancora oggi questa tradizione resiste,  per cui sulle bancarelle, durante le feste patronali, oltre che nelle numerose botteghe artigiane, si trovano i coloratissimi fischietti provenienti da tutta la Puglia.

Il più tradizionale ha la forma del galletto, poi in ciascuna parte della regione, a questa forma base si sono aggiunte altre raffigurazioni. Per esempio, nel barese, in particolare a Rutigliano, paese nel quale esiste un museo dedicato proprio a questi oggetti, gli artigiani hanno modellato, nel tempo, dei fischietti che celebravano le virtù o, più spesso, i difetti dei personaggi noti, delle autorità civili, militari ed ecclesiastiche che  governavano il paese.

foto 2Ecco allora fischietti a forma di carabiniere a piedi o a cavallo, di grassi  frati col fiasco di vino, etc. Nel leccese, invece, la fantasia degli artigiani ha creato delle opere che rappresentano soprattutto il paesaggio, la flora e la fauna del territorio e i suoi abitanti.

L’Academia Lupiaensis ogni anno sceglie per la fiera un tema diverso a cui gli autori devono ispirarsi: quest’anno è stato l’ulivo che, come diceva Vincenzo Ciardo, “è, per il Salento, qualcosa di più di uno dei tanti accidenti del mondo vegetale, è una sorta di deità casalinga” (1). Da qualche anno, alcuni esemplari di questa straordinaria specie sono in pericolo a causa della xylella fastidiosa, un batterio che si “installa” nei canali di conduzione della linfa grezza provocando il disseccamento della pianta; contadini ed agronomi stanno provando diversi rimedi, il più possibile naturali, che possano fermare il contagio e far guarire le piante già  infette.

Scegliere  come tema l’ulivo da parte dell’Academia è stato un modo per rendere omaggio alla bellezza di questo albero e porre l’attenzione sulla sua salute e sulla sua salvaguardia.

foto 3Ogni artigiano ha usato, per le sue opere, la terracotta, lavorandola in maniera diversa, per ottenere risultati veramente unici di suono e di forme.

Accanto ai fischietti a forma di ulivo non sono tuttavia mancati quelli a forma di galletto, di dolci salentini , quelli ad acqua, i ciondoli, utili come richiami di aiuto, e pure quelli abbinati a manufatti all’uncinetto.

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