RELAZIONE COLORCAMPUS

È passato un altro anno al COLORcampus.

Non chiedetemi perchè ma è stato diverso dagli altri. Molto diverso, diverso nel profondo.

Partiamo comunque da un analisi canonica. COLORmare apprezzatissimo come sempre, mentre nel COLORenglish si sentiva decisamente la mancanza di un coach di Inglese.

La mattinata prosegue con COLORcolazione, a base di immancabile Nutella. Successivamente COLORpress, utilissimo nell’esporre in pubblico e molto apprezza. Poi eventuali COLOResperti e lavoro nei team aziendali.

Si, questo anno c’è stato un singolo progetto, gestito da un team statico, un team aziendale per l’appunto. L’idea è interessante, anche se dal mio punto di vista un singolo progetto nell’arco dell’intero campus può essere riduttivo. Meglio forse dedicarsi a un numero maggiore di idee. Ma alla fine è solo il mio parere personale.

Ho apprezzato l’organizzazione del campus, per quanto il contatto con i coach è stato abbastanza limitato. Credo che maggiore tempo con loro avrebbe permesso un maggiore apprendimento di capacità legate al montaggio video e al fotomontaggio.

Differenze oggettive a parte questo anno è stato molto diverso nel modo in cui l’ho vissuto.

Per me il campus è diventato una sorta di scuola di psicologia, nella quale provare ad entrare nelle menti di persone simili a me, conoscerle, stringere amicizia…

Il tipo di selezione necessaria per raggiungere il campus rende le persone che lo popolano molto… “particolari”. Simili a me e nonostante tutto diverse.

Le passioni? Con qualcuno le condivido, ma ho scoperto che non è sempre quello l’importante. L’unica cosa che importa è quella luce in fondo al tunnel, che tutti al campus sono in grado di vedere. Quella luce che è lontana metri, chilometri… e che per essere raggiunta necessita di enorme sforzo e sacrificio.

Quella luce per la quale viviamo, e per la quale ci svegliamo ogni giorno. Quella luce chiamata sogno.

Idee e credo sono argomenti interessanti da discutere, soprattutto con persone di larghe vedute come non ne ho mai viste tante insieme. Quei dialoghi che si costruiscono dal nulla e generano più domande che risposte.

Critiche poi… a non finire. Non sempre è semplice capirle, ma se ci si riesce si può imparare qualcosa da ogni momento.

Ma quel sogno? Per quanto possa sembrare distante, nulla è impossibile. Uno dei grandi, di quelli che ce l’hanno fatta, ha commentato così il riuscire nei propri sogni:

“Be obsessed”. Siate ossessionati. Siate ossessionati da quello che fate. È proprio quella folle dedizione che permette alle persone normali di fare cose incredibili. Il genio è solo la più malata rappresentazione della follia.

Qualsiasi sia il vostro sogno, lottate per realizzarlo e ricordate che la sconfitta è un eleganza per l’ipocrisia di chi si arrende in partenza.

 Francesco