Continuando a crescere al COLORcampus

Quando la mia preside mi chiese se volessi tornare al COLORcampus la risposta fu veloce: SI. Quel “si” nasceva dalla consapevolezza che in soli 10 giorni ero cresciuta tanto e quindi la convinzione di quanto ancora sarei potuta maturare, continuamente stimolata in quell’ambiente.

Devo ammetterlo tornata al COLORcampus ho iniziato subito a notare le differenze, ho cominciato a fare paragoni e trarre conclusioni.

I COLOR sono stati sicuramente i primi a colpirmi, vedevo quei giovani e li paragonavo agli amici dell’anno prima. Tutti ragazzi con la voglia di mettersi in gioco, di mostrare le loro capacità e il loro potenziale.

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La modalità di quest’anno non ci ha permesso, in un primo momento, di lavorare con tante persone, come invece si è verificato l’anno scorso, ciò nonostante il lavoro di squadra non è mancato. Dovendo lavorare ad una campagna sociale riguardo il futuro, ho (ma sarebbe meglio dire che abbiamo) avuto l’opportunità di confrontare pensieri, paure e speranze con gli altri in modo da sviluppare un’idea vincente. L’idea della campagna sociale mi è piaciuta in quanto è stato uno spunto di riflessione; sono stata leader del gruppo, e ho compreso che  proprio perché eravamo una squadra, anche se gli altri  mi seguivano bisognava prendere in considerazione le idee di tutti, che a volte si sono dimostrate più efficaci per affermare il nostro lavoro. In generale, ho riflettuto su aspetti che altrimenti non avrei potuto analizzare come il valore comunicativo di un logo: l’immagine è uno strumento che permette la trasmissione di un messaggio in maniera diretta e veloce. Abbiamo poi creato pay-off e slogan e dopo aver trovato un bisogno, e il modo per soddisfarlo, abbiamo sviluppato un progetto che ci ha permesso di avvicinarci ad un mondo molto lontano da quella che era la realtà di tutti i componenti del gruppo: il teatro.

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In quei 10 giorni mi sono messa alla prova e scegliere di recitare alla COLORexperience è stato il culmine di un percorso intenso. Grazie alla voglia di assimilare il più possibile ho seguito le preziose parole della mia coach Sara che si sono dimostrate fondamentali nel momento della messa in scena. È stato emozionante anche presentare durante la serata finale, tenendo a mente tutti  gli  accorgimenti  che  avevo  assimilato durante quei giorni dagli esperti, come per esempio l’iniziare dicendo un semplice “Buonasera” , come insegnatoci da  William,  invece di un “Buonasera a tutti” .

Sono giunta a questo livello ovvero tenere un microfono e parlare serenamente davanti a tante persone, soprattutto grazie alle lezioni di public speaking, che anche quest’anno si è dimostrata essere la mia attività preferita. Due volte ho avuto la possibilità di illustrare ai miei compagni gli articoli di giornale che più mi hanno colpita. Quest’anno ho scelto due articoli completamente opposti: il primo riguard o l’attentato ad Istanbul, doveroso affrontare tale argomento,  era infatti mio obiettivo non solo informare ma,  dato l’ambiente, sollecitare i COLOR a riflettere su quella fatidica domanda “perché?” Il secondo articolo invece riguardava l’affermazione sul mercato delle scarpe basse, apparentemente può esser ritenuto un tema frivolo ma osservandolo con attenzione, come siamo stati abituati a fare, è un argomento connesso non solo alle donne ma anche alla figura femminile perfetta a cui la società odierna aspira. Spiegare gli articoli e con essi la mia opinione, cercando di essere chiara e diretta ma allo stesso tempo rispettando quelle che sono le regole del parlare in pubblico, è una sfida a cui amo partecipare e una grande opportunità per correggere atteggiamenti, talvolta involontari, sbagliati.

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Altra attività stimolante è COLORnews. Dare a dei ragazzi l’opportunità di essere giornalisti a 360°, sia scrivendo articoli che scattando foto o girando video, secondo la mia opinione, è un’ottima possibilità per avvicinarli ad un mestiere che nel caso in cui piaccia potrebbe essere una professione futura. Per quanto mi riguarda grazie a COLORnews ho rivalutato in positivo il mondo della scrittura, trovandolo divertente e intrigante.

Il COLORcampus inoltre mi ha permesso di appassionarmi alla musica. Parlando di musicisti e generi musicali con COLOR e COLORcoach ho iniziato a muovere i primi passi in questo mondo, ascoltando suoni melodiosi sono arrivata alla decisione di iniziare a suonare il violino. Da ciò si può capire che il COLORcampus è un continuo sollecitare i giovani non solo a coltivare i propri talenti ma a trovarne dei nuovi.

Contemporaneamente ad una crescita culturale ho vissuto anche una crescita a livello umano, in particolar modo 3 sono stati i momenti più significativi.

Il primo è stato il pomeriggio dedicato agli abbracci gratis. Dopo aver realizzato i nostri cartelloni con le frasi più disparate ci siamo mossi alla volta di Loano, girovagando tra le sue viuzze a ritmo di “Vuole un abbraccio gratis?” Vedere come attraverso un gesto semplice, un abbraccio, si possa far sorridere delle persone credo sia una cosa bellissima, soprattutto quando esse sono anziane. Ormai pensiamo che la felicità sia data dall’avere uno smartphone, un videogioco, un vestito di marca, ma in realtà grazie al COLORday si è mostrato quanto veramente siano le cose semplici, genuine, che nascono dal cuore ad avere un ruolo fondamentale nella nostra felicità.

Gli altri due momenti sono stati il racconto di William riguardo Michele Ferrero e sentire le parole dei massimi esponenti di “inalpi”.In entrambi i casi mi sono ritrovata davanti alla vittoria dei valori della famiglia, il rispetto per i propri dipendenti e clienti.

Il COLORcampus è stato quindi un percorso formativo in cui sono stata sempre spinta a dare il meglio di me, ho avuto l’opportunità di interloquire con professionisti e anche con dei giovani miei coetanei, ampliando le mie conoscenze ed interessi. Quindi concludo affermando che il COLORcampus mi ha sempre spinta a “lavorare, lavorare, lavorare…studiare, studiare, studiare” donandomi l’opportunità di conoscere una nuova parte di me quella più critica, quella più pronta e determinata.

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Giorgia