LA MIA ESPERIENZA AL COLORCAMPUS

“Salve a tutti, sono Giorgio Giovanni Mattio, ho 14 anni e abito a Manta in provincia di Cuneo e a settembre frequenterò il liceo scientifico Bodoni di Saluzzo” in questo modo William e COLORcoach mi hanno insegnato a presentarmi, al COLORcampus,  ogni qualvolta prendevo la parola: una semplice frase che dà al mio interlocutore un efficace quadro di me stesso.

Ho da poco terminato la mia esperienza al COLORcampus iniziato il 20 luglio e aver appreso che avrei potuto rivivere quest’ avventura mi ha riempito di gioia ed ho subito proceduto, con entusiasmo, alla stesura di questa relazione che è il primo passo da compiere per tornare anche l’ anno prossimo.

I dieci giorni trascorsi, con altri studenti giunti da tutta Italia, sono stati una fantastica vacanza-studio in cui l’ apprendimento di nozioni, che probabilmente non avremmo acquisito altrove, si alternava al divertimento e al gioco.

Normalmente, in una giornata da COLOR, ci si svegliava alle 6:30 per prepararsi ad andare a spiaggia alle 7:00 per compiere qualche piccolo esercizio di stretching con i COLORcoach,  respirando la salubre aria mattutina, a cui seguiva  una nuotata in mare, per rilassarsi o divertirsi con gli amici.

Alle 8:00 tornavamo al COLORcampus per le nostre COLORdocce e per fare colazione a base di latte, fette biscottate, frollini e, ovviamente, pane e Santa Nutella!!!

Successivamente, chi faceva parte del gruppo COLORtroupe, che cambiava quotidianamente, doveva presentarsi nel chiostro del convento per la lettura dei quotidiani, successivamente ognuno doveva scegliere l’articolo che più gli interessava, scriverne il riassunto e poi  presentarlo alla lezione di Public Speaking in cui i COLORcoach correggevano tutte le nostre imperfezioni, anche le più piccole, a partire dalla postura fino ad arrivare  alle espressioni facciali per prepararci a parlare adeguatamente in pubblico.

Gli altri ragazzi, invece, si concedevano un attimo di pausa per parlare o giocare a scopa.

Dopo di che noi ragazzi ci dedicavano ai nostri COLORprogetti, ovvero, un’attività in cui “giocavamo” a creare un nuovo prodotto, inventando un logo e un pay-off vincenti in grado di catturare i compratori e preparando una presentazione PowerPoint che avremmo mostrato ai nostri amici e famigliari l’ultima sera.

Alle 13:00 pranzavamo e, dopo un’altra piccola pausa di un’ora tornavamo ai nostri COLORprogetti fino alle 19:00 con un intervallo per assaporare la COLORfrutta a merenda. Prima di cenare avevamo nuovamente del tempo a disposizione per chiacchierare con i nostri nuovi “compagni di viaggio”, facendo così nascere delle belle amicizie; dopo cena ci trovavamo tutti in sala mensa per provare “Imagine” e seguire le ulteriori lezioni di musica.

A volte le nostre mattinate venivano arricchite da ospiti che hanno avuto una vita molto singolare e che hanno seguito i loro sogni diventando persone di successo che ci hanno spronato, raccontandoci la loro storia, a diventare come loro, un giorno: COLOResperti.

La sera del 29 luglio è giunto il momento di rivedere i nostri cari e vecchi genitori e di mostrare ciò che avevamo preparato in quei dieci giorni, prima, però, William ci ha fatto una piccola sorpresa nominandoci “COLOR per sempre” consegnandoci  la medaglia di COLORYOURLIFE e l’attestato, sottoscritto da William, dalla professoressa Renata Crotti e dal noi stessi che dimostra la nostra esperienza passata al COLORcampus;  dopo questa cerimonia abbiamo presentato i nostri COLORprogetti, dai più stravaganti ai più semplici, dai più seri ai più divertenti.

Per terminare abbiamo  cantato “Imagine”, e quando uno di noi ha letto la sua poesia, scritta quello stesso giorno, tutti insieme  abbiamo lanciato  dei palloncini a cui avevamo legato dei bigliettini, su cui abbiamo precedentemente scritto i nostri sogni, nel cielo infinito.

Se c’è una cosa che ho imparato in quei dieci giorni è che per diventare qualcuno nella vita bisogna lavorare, lavorare, lavorare, studiare, studiare, studiare come amava ripetere sempre il nostro caro William che ringrazio, con tutto lo staff, per avermi dato quest’ unica opportunità.

Con questa relazione, che è la prima di quattro tappe, spero vivamente di realizzare un altro mio sogno: diventare COLORWINNER

Giorgio Giovanni Mattio