Vengono definiti così: gli sdraiati. Una generazione mutata completamente, che molto spesso non riconosce nemmeno l’importanza dei rapporti umani. Figli che passano intere giornate connessi alla rete. Michele Serra parte proprio dalla riflessione di Freud, il quale dava ai genitori due notizie, una cattiva e una buona. Quella cattiva: il mestiere del genitore è un mestiere impossibile. Quella buona: i migliori sono quelli che sono consapevoli di questa impossibilità.

È così difficile quindi gestire questo ruolo? I ragazzi forse vivono in un altro mondo, esterno a quello che li circonda.

Michele Serra Errante è un giornalista, scrittore, autore televisivo, e umorista italiano, nato a Roma nel ’54.

L’autore si immedesima in un osservatore critico di suo figlio diciottenne, che viene chiamato “tizio”. Contempla i suoi comportamenti, li studia e cerca di trarne delle conclusioni. La paura, condivisa anche dal resto dei genitori, è quella di invadere gli spazi, imponendo i propri punti di vista e idee.

Serra immagina il culmine della divisione di queste due generazione tramite una guerra, la Grande Guerra Finale tra vecchi e giovani, al quale dedicherà uno scritto nei suoi ultimi anni di vita. Lo scontro si ripete ogni paio di generazioni, senza saltare proprio questa, perché essa troverebbe il modo di cambiare le cose, come dichiarato dallo stesso scrittore. Vecchi che, risoluti e convinti lotteranno fino all’ultimo sangue e ragazzi sdraiati, che dormono e lasciano passare tutto ciò che scorre poiché le cuffiette li isolano dal mondo esterno. “La guerra che bussa a tutte le porte, anzi le sfonda. E fa certi boati che tramano i muri, e fai un salto sulla sedia gridando di spavento anche se hai le orecchie tappate con le tue musichette.”

L’autore sottolinea come i ragazzi consumano metà della giornata dormendo fino, se non oltre mezzogiorno. Le generazioni precedenti al sorgere del sole erano già in piedi, pronte a vivere a fondo la giornata, senza consumare ore che non torneranno.

“Mentre i giovani dormono, i vecchi programmano marce antelucane. A passo lento ma inesorabile. Tartarughe che fottono le lepri.”

La cura del mondo non sarà più la stessa, essa è un’abitudine che si eredita. Serra ricorda con piacere come a dieci anni riempiva l’innaffiatoio per suo padre, e la facilità con la quale quest’ultimo maneggiava con una sola mano quei litri d’acqua gli pareva il traguardo della sua infanzia. Ora che lui maneggia con la stessa destrezza quei dieci litri, si rende conto che nessuno gli porge l’innaffiatoio. Si volta, e vede l’amica del figlio sdraiata sul divano, impassibile.

“Una catena è spezzata. E io sono l’ultimo dell’anello.”

È una generazione mutata, e non sappiamo definire se positivamente o negativamente. Certo, ci sono stati diversi progressi in molteplici campi, tante innovazioni. Ma le regressioni? Sono altrettanto notevoli, se non superiori. IL CAMBIAMENTO DEVE PARTIRE DA NOI.

“Certo che un mondo dove i vecchi lavorano e i giovani riposano, non si era mai visto prima.”