La settimana della scienza che si è svolta in tutta Italia dal 20 al 25 settembre si era prefissata come tema centrale quello della sostenibilità, obiettivo sicuramente realizzato dall’Enea, agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo
sostenibile, che, con i suoi numerosi stand nella loro sede di Frascati, ha saputo egregiamente conciliare l’aspetto tecnico e scientifico a quello pratico, avvicinando grandi e piccoli al vastissimo mondo della fisica.

Innovazione e ricerca di soluzioni efficaci e concretizzabili sono stati gli elementi che hanno caratterizzato l’evento “Energia: conoscere per poter scegliere” in cui, attraverso un percorso didattico scientifico, è stato illustrato il lavoro e le operazioni che vengono svolte nel reparto fusione e le scoperte effettuate negli ultimi tempi.

Come ben sappiamo, la terra è minacciata ogni giorno di più dall’inarrestabile fenomeno dell’effetto serra, provocato
anche da biossido di carbonio, uno dei gas emesso bruciando combustibili fossili per produrre la maggior parte dell’energia a cui attingiamo. Ma un modo alternativo, sicuro, a lungo termine e pulito per ottenere energia c’è, consiste nel ricreare le
incredibili fusioni termonucleari che avvengono nel sole, all’interno di speciali macchine chiamate Tokamak, utilizzate per la prima volta da fisici russi nel 1950, ma in via di perfezionamento o sperimentazione, come FTU, in fase di ottimizzazione all’Enea, che già promette bene, o ITER per ora solo in progettazione e in attesa di essere costruito.

I processi che avvengono all’interno del Tokamak vengono dimostrati in altre situazioni più elementari e accessibili come la sfera al plasma, mentre con altri semplici esperimenti vengono spiegati come e quando si generano campi magnetici. Il tutto per far comprendere la complessità e la molteplicità di fattori sfruttati dal Tokamak per produrre la fusione: un elemento di base è il plasma, ovvero un insieme di gas ionizzati di deuterio e trizio posto al centro della macchina (toro) circondato da potenti campi magnetici, in cui sottoponendo il sistema ad energia elettrica, si verifica una maggior concentrazione del plasma verso l’interno, la compressione degli ioni e la loro fusione con produzione di elio e neutroni.

ITER, consiste in un impianto sperimentale di Tokamak, che vuole dimostrare l’uso dell’energia da fusione per scopi pacifici, impiegandola nelle future centrali, avendo la possibilità di generare 500-700 MW di potenza di fusione con un eccezionale incremento di energia prodotta in regime continuo.

Congratulazioni e in bocca al lupo per questi progetti avveniristici.