“Le rappresentazioni teatrali, di qualunque tipo, hanno il potere di stordire, di affascinarci come di disorientarci; ci impressionano, ci fanno interrogare, conoscere, riflettere e vivere a seconda dei casi, anche stati d’animo del tutto divergenti. Si piange, si ride, ci si irrita, ci si sente frustrati o più determinati di prima: il teatro è linfa vitale, è la rappresentazione dei nostri dubbi, delle nostre felicità, del passato, del presente e del futuro. È possibile muoversi tra i due binari della finzione e della realtà: il personaggio reale si alterna con il fittizio, lo spazio dell’immaginazione scavalca quello scenico, il tempo interiore vince lo scorrere del tempo fisico”, afferma Mara Altomare.

Nella formazione dei giovani la scuola ha un ruolo molto importante e gode di una certa influenza su di essi, perciò dovrebbe orientare di più i ragazzi verso la conoscenza della cultura del teatro, farli partecipare a laboratori teatrali o farli assistere a più spettacoli, piuttosto che organizzare gite scolastiche dirette sempre nei medesimi posti, carri di carnevale e proteste sulle riforme. In secondo luogo la scuola dovrebbe provvedere alle mancanze delle famiglie, soprattutto dal lato economico, per organizzare attività servono i fondi, ma quando vengono chiesti alla scuola la risposta è sempre la stessa: “non ci sono soldi!”

“Per i più grandi, soprattutto i preadolescenti e gli adolescenti, può esserci, all’inizio, una difficoltà dovuta sostanzialmente ad una disabitudine ad esprimersi attraverso un linguaggio diverso (come ad esempio quello corporeo). Ecco che può nascere la paura del giudizio degli altri, l’imbarazzo, la vergogna.

“Ma la mediazione del gioco teatrale e il rispetto di alcune regole, prima fra tutte quella della sospensione del giudizio nei confronti degli altri e di se stessi, consentono a tutti, in poco tempo, di trovare uno spazio adeguato e una propria dimensione espressiva e creativa che tenga conto delle specificità e delle possibilità individuali”, dichiara l’attrice e regista Letizia Pardi in una delle sue interviste. Il teatro infatti, aiuta i giovani non solo ad esprimersi, ma anche a sentirsi compresi, rispecchiandosi in personaggio piuttosto che uno stato d’animo.

Il teatro offre molteplici possibilità di espressione attraverso la commedia, la tragedia, il musical, l’opera lirica, il teatro dell’assurdo, il teatro-canzone, il teatro-danza e chi più ne ha più ne metta! Perciò è impossibile non ritrovarsi in una di esse, bisogna solo cominciare a cercare il nostro spazio per dare il via alla libera espressione della nostra anima e del nostro corpo!

Voglio concludere con una citazione del celebre Victor Hugo: “Il teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto terra. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco.”