I Guardiani della Galassia sono nati nel 1969 da penna e matita di Arnold Drake e Gene Colan, per la collana antologica “Marvel Super-Heroes”. Le avventure del gruppo però sono state conservate solo da quei pochi collezionisti: il fumetto non è mai rientrato tra quelli di serie A.

Nel 2008, lo scrittore Dan Abnett con Andy Lanning riunì alcuni personaggi, in parte di secondo piano, come Quasar, Adam Warlock, il cane Cosmo, Mantis, Drax il Distruttore, Gamora, Groot ed il folle Rocket Raccoon sotto il comando dell’avventuriero siderale Peter Quill, nome in codice: Star-Lord (lo sappiamo che è già il beniamino di tutti, lui e quel dannatissimo procione).

Tanto è bastato perché Nicole Perlman, giovane studentessa di cinema, scrivesse un soggetto ed una prima bozza di sceneggiatura basata su parte di questo team, ed avesse la fortuna di imbattersi in Kevin Feige (produttore capo dei Marvel Studios) e James Gunn (demiurgo della Troma, una casa produzione di film erotico-demenziali, e regista di quel cult sottogenere che è “Super”).

Gamora, bellissima assassina impietosa e prezzolata, figlia adottiva del temutissimo Thanos (Josh Brolin, malvagio e potentissimo titano che sta tirando le fila di un terrificante piano e che se la vedrà con i Vendicatori nel terzo e nel quarto episodio della loro saga cinematografica), che l’ha addestrata per essere una delle sue armi più potenti. Rocket Raccoon, un procione geneticamente modificato con uno humour dissacrante ed una smodata passione per le armi esagerate e gli esplosivi, ed il suo tirapiedi Groot, un gigantesco albero raziocinante e parlante dal cuore gentile, che però riesce a dire solo tre parole: “Io sono Groot”, per esprimere qualsiasi concetto (“necessariamente in quest’ordine”, preciserà Rocket).

Drax il Distruttore, un implacabile energumeno tatuato e dal passato misterioso, ma con l’invidiabile savoir-faire di un gentiluomo vittoriano, che dopo la tragica morte della sua famiglia si è imposto una missione a cui arriveremo a breve. Oltre all’inquietante presenza dietro le quinte di Thanos, l’antagonista del film è Ronan l’Accusatore (Lee Pace), un potente e temutissimo terrorista di razza Kree che Thanos ha incaricato di recuperare un preziosissimo manufatto, l’Orb, e che nutre un odio smodato per il pianeta Xandar, dove ha base l’organizzazione di polizia intergalattica dei Nova Corps.

Interpreti del film sono l’emergente e brillante Chris Pratt (Quill), Zoe Saldana (Gamora), l’ex-wrestler Dave Bautista (Drax) e l’attore da Oscar Bradley Cooper ed il beniamino Vin Diesel a dare vita tramite motion-capture a Rocket e Groot. Questi insoliti “eroi”, al servizio di una sceneggiatura da maestri, una regia briosa ed originale (James Gunn ha le prerogative di un Kinder Gransorpresa) ed una colonna sonora composta da magnifiche canzoni pop degli anni ’70 e ’80, incroceranno le loro inaspettate storie secondo bizzarre dinamiche: Star-Lord vuole rubare l’Orb e rivenderlo per conto di Yondu, Gamora vuole recuperarlo per suo padre (ma poi scopriremo che le sue motivazioni sono ben altre), Drax è guidato solo dall’ossessione per Ronan, assassino della sua famiglia, e Rocket Raccoon e Groot vogliono catturare Quill per riscuotere l’esorbitante taglia messa dallo stesso Yondu sulla sua testa.

E’ qui che nascono i Guardiani della Galassia: una squadra tenuta insieme con lo sputo, una squadra di eroi delinquenti e con morali bacate, una squadra di immaturi, ma che dopotutto riuscirà a conquistare il mondo (e chissà quanti altri mondi! Una galassia!) arrivando alla cosa che mancava nelle vite di tutti loro e che è il vero e fortissimo tema del film: l’amicizia.

Dopo momenti d’incertezza come “Iron Man 3″ o l’equilibrato ma poco eccezionale “Thor: The Dark World”, i film dei Marvel Studios sembrano proprio aver trovato il tono che gli si addice: il connubio perfetto fra uno strabiliante film d’azione, la comicità esilarante dei protagonisti, la morale di un film per famiglie e quel pizzico di originalità che solo un film d’autore può regalare: “Guardians of the Galaxy” è senza dubbio il miglior film degli studios assieme a “Marvel’s The Avengers”.