“Tutto quello che vorresti o non vorresti vivere, i tuoi sogni l’hanno già conosciuto”.

(Stefano Lanuzza)

Cosa sono i sogni? I sogni sono fenomeni psichici che comprendono situazioni, pensieri, immagini e suoni che viviamo mentre dormiamo. Sono estremamente soggettivi e includono luoghi, persone e situazioni che già conosciamo e che la nostra mente ci fa rivivere nella cosiddetta fase REM, l’ultima delle 5 fasi in cui il sonno è stato diviso dagli studiosi.
La definizione di sogno è stata discussa a lungo ed è tuttora discussa: alcuni ritengono, infatti, che possiamo sognare luoghi e persone mai viste e che i sogni possano essere in qualche modo premonitori, ma la scienza moderna tende ad escludere queste ipotesi poiché troppo fantasiose. Personalmente sono d’accordo con la teoria di Sigmund Freud secondo cui i sogni sono una finestra aperta sul nostro inconscio. Credo, infatti, che nei sogni possiamo vedere e sperimentare una sorta di “vita parallela” in cui i nostri desideri, e a volte anche le nostre paure, si realizzano, donandoci una nuova prospettiva della realtà che viviamo tutti i giorni.

Molte persone, una volta sveglie al mattino, si lamentano o dichiarano senza alcuna esitazione di non aver sognato nulla, ma questo è impossibile. Tutti noi, infatti, in una notte facciamo almeno 4 sogni, ma molto spesso la maggior parte di questi sono subito cancellati dalla memoria perché pensieri confusi o troppo semplici.
Altre persone, invece, appena sveglie sostengono di non ricordare quello che si stava sognando fino a pochi minuti prima o, al contrario, riescono a descrivere i loro sogni nei minimi particolari. Quale differenza sostanziale esiste tra le persone che riescono a ricordarli e quelle che non riescono? Sono stati effettuati molti studi in merito a questo argomento e si è giunti ad un’unica conclusione: esistono differenze sostanziali tra le varie persone in merito alla rammemorazione onirica, la capacità di ricordare, ma queste differenze non sono legate, come la maggior delle persone pensa, alla qualità del sonno bensì alla durata del tempo di veglia durante il sonno. Chi, infatti, ricorda più spesso i propri sogni ha un tempo di veglia più lungo rispetto alle altre persone: in pratica queste persone, seppur inconsciamente, si svegliano più volte nel corso della notte. Da questa ricerca è risultato inoltre che i cosiddetti grandi sognatori sono molto più sensibili agli stimoli esterni durante il sonno rispetto alle altre persone: questo spiegherebbe il motivo dei loro risvegli notturni non consapevoli poiché il cervello, infatti, non registra le informazioni del sogno durante il sonno bensì al momento del risveglio.

Rimangono ancora molti interrogativi riguardante i sogni: in primo luogo perché sogniamo? Credo che, come in tutte le cose, una spiegazione o quantomeno una ragione, per quanto irrazionale o apparentemente non plausibile, esiste per forza. Molte persone pensano che i sogni siano, nella maggior parte dei casi, premonitori e che anticipino, quindi, scene della nostra vita futura in un tempo più o meno vicino. Altre persone ritengono che possano essere la deformazione di ricordi di situazioni passate, apparentemente non importanti, ma che il nostro ha registrato lo stesso e ci ripropone a sorpresa durante la notte. Io, personalmente, credo o vorrei credere, finché non esiste una risposta certa non posso esserne certa, in una frase detta dallo scrittore Elias Canetti: “Tutte le cose che abbiamo dimenticato, chiedono aiuto nei nostri sogni”.