Tutti noi, quando abbiamo iniziato quello che da sempre è stato ed è il nostro sport, abbiamo sognato almeno una volta, fin da bambini, di poter un giorno vestire la maglia azzurra…

Oggi con questo articolo voglio provare a farvi conoscere il famoso sogno azzurro nel campo della pallacanestro.

L’aspirazione della maglia azzurra rappresenta per molti bambini e ragazzi uno dei più grandi e importanti traguardi da raggiungere; un vero e proprio scopo da perseguire con tenacia ed impegno nel corso degli anni.

Quando, per le prime volte, ci si affaccia nel panorama della pallacanestro italiana ad alto livello non si può fare a meno di sognare la Nazionale, non si può fare a meno di considerare idoli coloro che giocano nelle nazionali maggiori e non si può fare a meno di sperare di raggiungere questo obiettivo.

La speranza però può nascere solo insieme alla dedizione e ai sacrifici. Dedizione totale a questo meraviglioso sport, al volersi migliorare di giorno in giorno, a dare il massimo ignorando la fatica.

Sacrifici, sempre, durante tutto l’anno, dalle rinunce ai ‘ce la devo fare anche oggi’; perché niente conta di più, non importa quante botte dovrò prendere, quante lacrime dovrò versare, perché il mio sogno mi farà rialzare ogni volta, più forte di prima. Si dice che i sacrifici vengono sempre ripagati, ed è così, te ne rendi conto quando dopo una vittoria, la gioia è talmente tanta che non ti ricordi nemmeno quanti allenamenti hai fatto per arrivare a quel momento.

Dopo tutto questo, raggiungere quella tanto sognata maglia è l’incoronamento di una vita, di una carriera intera di passione e determinazione.

Ma cosa significa davvero indossare la canotta azzurra?

“Fare un passo indietro e cercare di essere più altruisti come giocatori di squadra.” -Andrea Bargnani

“Dove c’è pressione vuol dire che c’è anche qualità.” -Danilo Gallinari

“Siamo qua a lavorare duro per poter arrivare a prendere una medaglia, a prendere un qualcosa di importante.”

-Andrea Cinciarini

“Puntare in alto in assoluto, lo sport è questo; devi averlo questo fuoco dentro, anche perché quando hai questa maglia qua non puoi fare altrimenti.” -Coach Simone Pianigiani

“Fin da piccolo, io sono cresciuto con il mito della nazionale e già essere qui è una grande soddisfazione.” -Alessandro Gentile

“Quando entro in spogliatoio e vedo la maglia con scritto Cusin 12, a me vengono i brividi.” -Marco Cusin

“Indossare questa maglia qua significa rappresentare tanti bambini che un giorno magari vorranno essere come noi.”

-Marco Belinelli

“E’ motivo di orgoglio per me stesso, per la mia famiglia, per chi mi sta attorno.” -Pietro Aradori

Sono queste le risposte che arrivano direttamente dalla voce degli azzurri della nazionale maschile e, secondo me, racchiudono a pieno questo significato, valore e sogno.

In sintesi vestire questa maglia è motivo di soddisfazione, orgoglio, onore, umiltà, generosità per chi la indossa e per tutte le persone che ci si identificano.

Far parte della nazionale vuol dire portare in alto il nome della propria patria; portare sul petto quello scudetto tricolore e quelle sei lettere sapendo di rappresentare un’intera nazione.

Questo è un concetto di fondamentale importanza che non va mai dimenticato perché, scendendo in campo, sono i 12 giocatori stessi a dare l’immagine, l’esempio e portando i valori della nostra Italia: è l’azione del singolo che esprime in se quella di tutti gli italiani.

Il 5 settembre ha preso il via l’Europeo di basket maschile 2015.

Comincia così anche il sogno azzurro: “road to Berlin”.

La nazionale italiana si presenta a questo Europeo con la rosa più talentuosa di sempre guidata dal confermatissimo coach Simone Pianigiani. A partire dai tre ‘americani’ ovvero i nostri azzurri che giocano nel prestigiosissimo campionato oltreoceano, l’NBA, (Marco Belinelli, Danilo Gallinari detto ‘Gallo’ e il ‘Mago’ Andrea Bargnani), completano il cosiddetto ‘starting five’ il 22enne Alessandro Gentile, che nonostante la giovanissima età ha dimostrato in più di un occasione una maturità da veterano e il playmaker, nonché in cabina di regia, Andrea Cinciarini.

I restanti sette costituiscono una risorsa di altissimo livello: il capitano Luigi Datome conosciuto come ‘Gigione’ che con quest’anno ha concluso la sua esperienza biennale in NBA, Daniel Hackett, Pietro Aradori, Marco Cusin, Nicolò Melli, e i giovanissimi Achille Polonara e Amedeo Della Valle (rispettivamente 23 e 22 anni). Amedeo Della Valle, tiratore affermato e nativo di Alba, è in assoluto alla sua prima partecipazione in un evento di tale importanza.

L’Italia è inserita in un girone di ferro, davvero tostissimo, con Spagna (campione europeo 2011 e vice campione olimpico nel 2012), Serbia, Germania, Turchia e Islanda (quest’ultima per la prima volta ad un europeo e considerata come ‘anello debole’ del girone).