Ormai è un fatto oggettivo: le fiction hanno conquistato il cuore degli Italiani, la Rai ne offre sempre una in prima serata e lo share arriva alle stelle. Qual è il segreto?

Gli Italiani amano avere delle abitudini e non rinuncerebbero mai al divano della sera con tutta la famiglia, o le lenzuola tirate sotto il naso, per vedere la televisione tutti insieme, un programma che metta d’accordo tutti: questo è l’ingrediente principale delle fiction che attualmente stanno spopolando.                                                     

Ma diamo un significato preciso a questa parola. Secondo il vocabolario della lingua italiana per fiction intendiamo un genere letterario, cinematografico e televisivo a carattere romanzesco, basato sulla pura invenzione.                                                                                                      

La pura invenzione: è questa che ci apre un altro mondo esterno alla vita reale dove a volte è bello tuffarsi per sognare un po’, vivere un’altra vita. Questo non significa non apprezzare la propria, ma semplicemente intraprendere l’esperienza di guardarla con altri occhi.            

Sicuramente per prime vi citerò le fiction a sfondo religioso, colorate dalla commedia. E come si fa a parlare di fiction se non si portano come esempi “Don Matteo” e “Che Dio ci aiuti” ?! La prima, nell’ultima stagione vince ogni concorrenza sfiorando uno share del 30%, la seconda, tutt’ora in corso, ha appena raggiunto un consenso di più di sei milioni di Italiani. Evidentemente queste due serie, che hanno conquistato il nostro cuore, hanno qualcosa in comune che asseconda il nostro piacere di guardare la televisione. Di certo, camminano su uno stesso modello, secondo il quale si vuole unire il concetto di spiritualità che influenza inevitabilmente le nostre vite e il divertimento legato a vicende molto leggere e ironiche. Secondo molte interviste, noi Italiani, affezionati a queste due fiction, ammiriamo il modo in cui ci viene proposta la sfera della fede intima con Dio, non sotto forma di indottrinamento di una morale, ma concepita come una parte di noi che ci accompagna in uno stile di vita, che si può condividere con tutti e con nessuno, perché si può realizzare certamente un ideale comune, ma riguarda noi stessi e una crescita individuale. “Che Dio ci aiuti”, di cui ogni episodio è dedicato a una singola persona, punta molto su questo fattore e sull’identità della famiglia, “Don Matteo” integra anche i rapporti con la comunità e si occupa di ciascuno che la compone.

E cosa ci piace di loro? Il sorriso, il modo in cui ci accolgono, la premura, l’ostinazione, l’invincibilità e soprattutto l’amore che va oltre ogni legge. Due personaggi sui generis che vediamo sempre in scena in circostanze che possono essere compatibili con le nostre e i loro consigli, le loro parole sembrano proprio indirizzate a noi, e così li consideriamo degli amici reali, non più di fantasia. E’ bello essere un po’ coccolati. Un altro ingrediente in comune? La commedia. Intrighi, storie d’amore, vicende inverosimili e tanta comicità chiudono il cerchio e donano le “forme” più bizzarre all’intera fiction. Pizzicano la nostra curiosità e il nostro lato umoristico, regalandoci tanti sorrisi.                                                     

Cosa distingue queste due serie? Inseriscono l’elemento religioso in due contesti poco diversi: Don Matteo nel filone giallo, suor Angela nelle storie che toccano il sociale. Anche il poliziesco ci piace molto, come le problematiche sociali o la realtà di diverse quotidianità. Ecco che introduciamo altri tipi di fiction.

Si è conclusa la fiction “Un’altra vita”, con ascolti da record, l’unica infatti che con uno share del 32%, ha addirittura superato “Don Matteo”. Una storia che probabilmente ha lanciato delle proposte nuove per il pubblico, che è rimasto estasiato e già si aspetta una nuova serie. Un altro bersaglio centrato dalla RAI. Questi registi stanno cogliendo pienamente le aspettative dei telespettatori. A differenza delle prime due fiction che vi ho descritto, qui si cambia il genere e il tema centrale. Protagoniste incontrastate, le donne e la loro tenacia: ognuna con debolezze e pregi diversi, legate da una grande forza e armonia, chi con istinto materno, chi romantica, chi mascolina, sono tutte belle. Cosa abbiamo apprezzato? La loro autenticità, i loro errori, il loro stile di vita che può coincidere con il nostro, le loro problematiche e il modo in cui le risolvono.

E finalmente arriviamo al genere giallo, molto amato dagli Italiani, basti pensare che “Il commissario Montalbano” ha superato i 9 milioni di ascoltatori. Sarà la scrittura intrigante di Camilleri, l’interpretazione ineccepibile degli attori, la bravura degli sceneggiatori? Sì, tutto ciò, ma anche il paesaggio siciliano e la sua naturale bellezza, il tema della mafia, l’inserimento di elementi coinvolgenti come il dialetto, le storie passionali, e l’ironia che torna sempre.                                                                                      

In ogni fiction c’è sempre una commistione di tanti fattori, ognuno importantissimo per ogni storia.

Non ci resta che complimentarci con questi bravissimi artisti, che tutti insieme allietano le nostre serate, cullano la nostra fantasia, i nostri sogni e ci fanno riflettere, che è importantissimo anche per guardare noi stessi e stimolare la nostra capacità intellettiva, che significa aprire la mente.