Che cos’è un’immagine? L’immagine è un disegno della realtà.

Noi giovani dell’ultima generazione siamo bombardati dalle immagini, quotidianamente che le altre persone pubblicano sul web.

Un’immagine per essere nostra deve essere realizzata da noi se non siamo noi a creare l’immagine allora ne siamo solamente fruitori. Le immagini trasmettono varie emozioni; queste esistevano già prima che la tecnologia nascesse esse infatti erano sotto forma di disegno.

Ad un certo punto della storia si è passati dalle semplici immagini alle immagini in movimento; le immagini in movimento, fanno parte della categoria video e film infatti queste sono formati da più immagini, che vengono chiamate fotogrammi queste passano una dietro l’altra e noi non ne percepiamo il cambiamento.

L’altro giorno con il COLORcoach Santiago abbiamo parlato proprio di questo. Per lui la prima immagine in movimento è stata: “La Belle Ferronnière”.

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In questo dipinto, di Leonardo Da Vinci, è rappresentata la prima donna che non           guarda il pittore ma sembra piuttosto che lo sguardo arrivi a chi guarda; Da Vinci         ha forse deciso di rappresentare così la dama per suscitare nuove emozioni nelle           persone che ammirano l’opera: in questo modo ognuno poteva immaginarsi una           storia diversa, questo accade anche perché il suo sguardo oltrepassa la tela e ti fissa       quasi in modo invasivo.

Un regista quando crea un film analizza fotogramma per fotogramma, scena per scena. E’ lui che ha il compito di scegliere su cosa concentrarsi; è lui che sceglie quando fermare la scena. E’ proprio lui che ha il difficile compito dell’editor.

L’editor è colui che decide quando fare un cut, ovvero un taglio della scena, e quando no. L’editor ha inoltre il difficile compito di trovare degli attori capaci di farci intendere con gli occhi cosa vogliono dire ancora prima che parlino. Un passaggio molto forte in una scena può essere passare da chi guarda a che cosa guarda.

L’editing è composto per il 70% da ritmo, questo può essere ovvio oppure più sottile, più è sottile più è difficile da realizzare.

In un video anche solo 4 secondi possono fare la differenza e queste per gli editor non sono mai scelte facili infatti non c’è mai una vera scelta giusta. Con questo introduciamo il discorso sul tempo dell’immagine anch’esso molto importante.

In un film ad esempio come tempo si possono inserire climax ascendenti e discendenti e si può anche scegliere a quale dei due dare più importanza, si fanno queste scelte in base a che cosa si vuole trasmettere.

Il tempo serve quindi per definire al meglio le emozioni.

L’editing inoltre può essere invisibile perché normale, alcune emozioni si possono far provare solo attraverso dei cut inusuali. Qualcuno si domanderà: ma io, come faccio a imparare l’editing? Lo si può imparare solo attraverso la pratica, come nella danza.

Santiago ci ha fatto vedere un video sull’editing: “How does an editor think and feel”. Da questo ho preso I due fotogrammi che ho rappresentato nei disegni, il film da cui sono tratte è “Possesion” di Marie-Sophie Dubus. Sono presenti due emozioni completamente diverse. La donna rappresentata però è solo rappresentata a qualche secondo di distanza. Il primo rappresenta la tristezza mentre nel secondo si può vedere un bagliore di felicità.

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E se il regista, avesse deciso di tagliare via la parte in cui lei sorride? Beh allora in questo caso il film avrebbe preso una piega diversa e a noi avrebbe trasmesso un qualcosa di diverso. Però non l’ha fatto e in questo modo ha fatto sì che a noi arrivasse qualcosa che ci facesse entrare ancora di più all’interno del film.

In poche parole, è proprio questo il tempo dell’immagine, sono queste scelte di tempo che il regista fa in base a cosa vuole trasmettere allo spettatore.