Voglio incitare i giovani ad alzare gli occhi e guardare lontano, a non aver paura di viaggiare, non solo fisicamente allontanandosi da casa ma anche metaforicamente; di dare libero sfogo al viaggio della propria fantasia e della propria mente senza avere timori, perché solo affrontandoli è possibile scoprire e capire a fondo se stessi, la propria vera natura e soprattutto i propri sogni. Solo in questo modo, con la consapevolezza delle proprie capacità ma anche dei propri limiti è possibile appurare il proprio posto nel mondo e capire cosa fare della propria vita.

Il viaggio è scoperta, in qualsiasi modo esso venga interpretato.

L’idea del viaggio entusiasma molti e sono sicura che almeno una persona leggendo l’articolo abbia fatto un timido sorriso al solo pensarci; e non intendo solo lunghi viaggi per paesi lontani, esso può anche essere il cammino che facciamo ogni giorno andando a scuola o a lavoro, il semplice gesto di passeggiare per strada con gli amici o, per prenderla in maniera filosofica, anche le riflessioni che ognuno di noi fa su se stesso la sera prima di andare a dormire.

Il viaggio in senso materiale è solo il primo grado delle infinite sfumature di significato che il termine può assumere, eppure, forse, è uno dei più divertenti e divaganti pensieri che qualcuno può fare. Conoscere dei posti completamente diversi da quelli a cui siamo abituati, persone che si relazionano alla vita in modo opposto al nostro ma che sentiamo vicine, per le poche similitudini che le due culture hanno in comune; mangiare cibi sconosciuti; trovare i pregi che magari vorremmo trovare anche nelle nostre parti e i difetti che ci rendono fieri di venire da lì.

Nella vita ho avuto la fortuna di poter viaggiare da sola ed è un’esperienza che consiglio a tutti i miei coetanei. A volte si dice che non si conosce sul serio un posto finché non si inizia a viverlo, ho sperimentato questa teoria sulla mia pelle. Non solo ho potuto ampliare i miei orizzonti, scoprire, conoscere, maturare; ho anche capito delle cose su di me che prima tenevo nascoste. Viaggiare aiuta a crescere come persona ma soprattutto come essere umano e abitante dell’immenso e vario pianete Terra. Viaggiare insegna a essere indipendenti, a cavarsela da soli in circostanze che non ci sono familiari, che in un primo momento spingerebbero a chiuderci in noi stessi e desiderare di tornare a casa, per poi darci la forza di andare avanti e godere ogni singolo istante.

Essere disorientati è normale quando si viaggia, il momento più bello è però imparare ad accettarlo e non vedere l’ora di comprendere cosa esso può riservarci, soprattutto affrontarlo con la consapevolezza che potrà solo aiutarci a sentirci migliori.

Il ricordo di un viaggio, delle esperienze di vita legate ad esso, vengono impresse nella nostra mente in modo indelebile e ci accompagneranno per tutta la vita; bisogna viverle al massimo e senza rimpianti.

E con lo stesso entusiasmo entrare nel mondo della fantasia; se vi dicono di smettere di fantasticare ad occhi aperti e guardare in faccia alla realtà, beh non fatelo: il diritto di sognare non è mai stato negato a nessuno. Non si tratta di immaginare fatti, cose o persone non reali, si tratta di capire cosa c’è dentro la nostra mente e il nostro cuore, quali pensieri nascosti ci emozionano o ci turbano, fantasticare come affrontarli e superarli se questi si presentassero nella vita di tutti i giorni. Non vi capita mai di fare le domande più strane? Che tipo di persona sono io? Oppure Conosco veramente me stesso?.

La maggior parte delle volte sono queste domande che ci fanno fare un’analisi interiore, il momento in cui si capisce il nostro vero io, chi siamo e chi vogliamo essere.

Forse i miei pensieri saranno simili a quelli di molti altri ma nel viaggio della mia mente (quella di noi adolescenti può definirsi un “percorso ad ostacoli”) ho ben chiara l’immagine di cosa sarò nel futuro: una persona forte e indipendente, scura di sé e delle proprie capacità.

Queste non sono figure idealizzate, sono sicura che ognuno di noi abbia tutte le carte in regola per farcela, basta solo un po’ di impegno, determinazione e fiducia nelle proprie possibilità.

Vincoli culturali e sociali tra città di uno stesso paese o tra nazioni di due continenti opposti non fanno altro che chiudere le porte dell’esperienza e dell’apprendimento, della crescita interiore; così come la paura di se stessi incrementa l’indecisione e lo smarrimento.

Non bisogna abbandonarsi ai pregiudizi, io continuo a pensare che il viaggio sia la più bella e appassionante, travolgente e meravigliosa esperienza che si possa mai fare; non ci sono abbastanza parole da descriverlo perché ognuno di noi ha la propria, che racchiude ricordi e situazioni speciali.

Alla base di queste considerazioni posso quindi associare il viaggio a una metafora di vita, perché, seppur ponga sempre degli obiettivi, sappiamo dove vogliamo andare ma non dove potremmo arrivare.