Ieri, mercoledì 17 agosto, al COLORcampus durante ilCOLORpianeta il COLORcoach Beppe ci ha spiegato quali sono le tecniche principali per diventare videomaker a partire dalla sua esperienza di regista e film maker. La sua passione è nata fin da quando era piccolo e con tanto lavoro e determinazione ha raggiunto il suo obiettivo.

Il regista è un ruolo molto importante che si può descrivere con una metafora: “ Il regista è un direttore d’orchestra che la dirige con la massima attenzione”.

Beppe ci ha anche spiegato che il regista deve creare per ogni film uno storyboard che, pur essendo abbastanza sintetico, racchiude le informazioni principali che sono immagine, descrizione, inquadratura e registrazione.

Penso che questo lavoro sia molto faticoso perché bisogna crearlo per ogni scena e quindi provo una profonda ammirazione per tutte le persone che compiono questo lavoro.DSC_0652

La parola focale di stamattina è stata specificità, la specificità dell’immagine che può essere o mentale, cioè concettuale, o sensoriale. Con quest’ultima mentre racconto qualcosa riesco a vedere tutto quello che dico, percepire le sensazioni e ricordare ogni singolo istante di quel momento. Questa condizione mi capita molto spesso, riguarda appunto quei momenti importanti della propria vita in cui, chiudendo gli occhi, si riesce perfino a risentire, per esempio, il vento che accarezza i capelli o un rumore che rimbomba nella proprio testa come un tuono senza mai una fine.

 

In seguito il COLORcoach ci ha esposto le principali inquadrature per realizzare foto e video nel modo migliore possibile. Questo argomento mi ha interessato in modo particolare poiché, oltre alla passione per la fotografia, mi affascina l’arte di creare video e mi piacerebbe imparare. Oltre ad alcune inquadrature di cui ero già a conoscenza grazie ad una lezione tenuta nel mio liceo classico a Pavia, ne ho imparate di nuove, come la mezza figura, ossia l’inquadratura che va dai fianchi alla testa, oppure il primissimo piano che va da sotto le labbra a sopra le sopracciglia.

Grazie a queste nuove conoscenze credo che potrò realizzare delle inquadrature migliori e con maggiore professionalità.

Successivamente il relatore ci ha illustrato alcune delle tecniche per riprendere: il tracking shot cioè un piano sequenza in cui la camera non stacca mai. Quella che preferisco è il motion control, un macchinario utilizzato in sede di ripresa che consente alla camera da presa di ripetere lo stesso movimento, in maniera automatizzata.

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Per concludere il COLORpianeta di oggi è stato quello che mi ha appassionata di più, poiché si percepiva chiaramente la passione del COLORcoach Beppe per il suo lavoro e spero che riuscirò ad avere la stessa luce negli occhi per il lavoro che farò da grande.

              Chiara G.