Immaginiamo come risponderebbero figure famose che hanno vissuto prima di noi a domande su temi contemporanei di ambito diverso, per comprendere anche in una visione generale l’andamento della storia e dei campi associati ad essa.

In questo periodo storico in cui ci si sente assediati e preclusi dagli attacchi terroristici, sembra di vivere una guerra. Come si sopravvive a queste tensioni così forti da cittadini che devono affrontare la vita di tutti i giorni?
Trilussa: La storia cambia forma, ma il contenuto è sempre lo stesso. Un uomo attacca e l’altro si difende a modo suo. “Ninna nanna, tu nun senti/li sospiri e li lamenti/ de la gente che se scanna/ per un matto che commanna;/che se scanna e che s’ammazza/ a vantaggio de la razza/ o a vantaggio d’una fede/ per un Dio che nun se vede,/ ma che serve da riparo/ ar Sovrano macellaro”, sono versi che evidentemente calzano a pennello per la vostra epoca e forse dovremmo imparare, anch’io tra voi, a guardare quanti sono gli eventi positivi che ci circondano e che purtroppo fanno meno eco: c’è chi guardava il sangue della Seconda Guerra Mondiale e chi le soubrette del nuovo teatro di rivista.

La cultura oggettivamente va difesa: salvaguardarla significa renderla fruibile a tutti o a pochi?
Brunelleschi
: non è facile rispondere. Se tutti indipendentemente dalla scuola ci nutriamo di cultura spontaneamente vuol dire che siamo anime assetate, curiose di conoscere, e le spese imposte per accedere ad alcune forme d’arte possono non stimolarci, dall’altra parte porre dei prezzi significa anche valorizzare un patrimonio culturale che però non è quantificabile in moneta. Vedere la mia cupola di S. Maria del Fiore tappezzata di scritte è irritante, quindi la prima cosa a cui si deve pensare è predisporre i ragazzi ad apprezzare e soprattutto a rispettare l’arte così com’è, per poi, se vogliono, realizzarne una loro. Benessere economico spesso non corrisponde ad alto livello culturale, quindi propongo agevolazioni per chi mostra interesse e impegno per determinate sezioni culturali.

Alternanza scuola-lavoro: un bene o no?
Leonardo Da Vinci:
studiare e praticare, la combinazione perfetta per raggiungere una buona conoscenza, certo sono consapevole che c’è una divergenza di opinioni riguardo a questo tema e alcuni lati negativi elencati sono anche pertinenti, altri inaccettabili: come lo sfruttamento di minori. I ragazzi eseguono a volte programmi scolastici molto intensi e credo che per loro sia un vantaggio poter capire che quelle conoscenze o meglio l’impostazione educativa fornita sia propedeutica ad un’attività concreta anche non congruente a quelle che fanno a scuola: esplorare il mondo del lavoro È FORMAZIONE, pertanto come non si paga l’attività di studente legato alla scuola non si paga nemmeno quella di studente che conosce i settori lavorativi: per ora rendersi utili, vivendo le dinamiche dei diversi mestieri è già un premio!