Nel pomeriggio del 28 giugno lavoriamo ai progetti da presentare ai nostri genitori l’ultimo giorno del COLORcampus. Questi consistono nell’ideare qualcosa d’innovativo riguardo quattro tematiche: violenza sulle donne, bullismo, ambiente e futuro lavorativo. Il lavoro è lungo e duro e comporta una grande volontà d’animo, ma soprattutto capacità di concentrazione e di partecipazione al lavoro di squadra.

Appena suona la campana della cena, tutti si fiondano in sala mensa per ricaricarsi dopo il lavoro compiuto.

Dopo il pasto vengono nominati i primi COLORcapitani della settimana che si assumeranno diverse responsabilità: si assicureranno che i membri delle proprie squadre siano sempre in orario, che le loro camere siano sempre in ordine, che indossino le giuste magliette a seconda delle occasioni e che rispettino il regolamento del COLORcampus.

I primi COLORcapitani sono:

  • Alessandro Leone per gli arancioni
  • Miriam Petruzzo per i blu
  • Emma Paganotto per i rossi
  • Mattia Tommasetti per i verdi
  • Chiara Marino per i gialli

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Dopo aver ascoltato l’inno di COLORYOURLIFE, il COLORcoach Michelangelo ci invita a compilare un questionario dal computer, indispensabile per la lezione del giorno successivo. Si tratta di un sondaggio sulle abitudini alimentari dei giovani delle scuole superiori. Le domande riguardano la frequenza, la qualità e la quantità dei nostri pasti, la tipologia di alimento, l’attenzione impiegata a controllare gli ingredienti e la ragione per cui i dolci piacciono ai giovani.

Il questionario prende più tempo del previsto e possiamo andare a letto solo alle 23:30.

 

29 giugno 2016

La mattina la sveglia è suonata presto, ogni giorno sembra sempre più difficile alzarsi.

Dopo essersi i vestiti, noi COLOR siamo andati in spiaggia dove abbiamo fatto yoga e il bagno. Dopo la spiaggia, si torna al chiostro: lì chi ha fatto il bagno in mare si dirige in camera per farsi la doccia e gli altri vanno a fare colazione.

La stanchezza già inizia a farsi sentire, ma una fetta di pane e Nutella è un ottimo modo per prepararsi alla giornata e nessuno ci rinuncia.

Dopo la colazione i ragazzi del COLORpress vanno a scegliere gli articoli e si preparano  per la loro presentazione davanti agli altri COLOR. Gli altri intanto svolgono  delle attività con la COLORcoach Sara. Dopo un po’ arriva l’atteso momento del public speaking , alcuni ragazzi sono più agitati degli altri. Gli argomenti  trattati sono molto interessanti: c’è chi ha parlato dell’attentato in Turchia e chi ha parlato dei problemi nelle periferie delle città italiane. Grazie ai consigli di Sara si cerca di migliorarsi sempre di più. Mentre chi si occupa di COLORpress espone il proprio articolo, il resto dei COLOR ascolta attento e alla fine chi vuole interviene per far notare eventuali errori.

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Durante l’esposizione può anche scappare qualche lacrima a causa della pressione, ma la COLORcoach Sara ci concede di sbagliare, perché anche attraverso gli errori si impara. Finito il public speaking ci viene comunicato che li grafico Mario Attalla, il quale avrebbe dovuto condurre una lezione con noi, non sarebbe potuto venire.  In seguito abbiamo fatto una bella merenda a base di mele fresche.

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Oggi noi COLOR ci siamo svegliati molto emozionati in attesa del pomeriggio, momento in cui avremmo incontrato un grande esperto di grafica publicitaria, Mario Attalla. Già dalla sera prima coloro che lo conoscevano illustravano  agli altri tutti i sui lavori e i suoi successi. Sfortunatamente, a causa di un imprevisto, il grande pubblicitario non è potuto venire, incontro posticipato a venerdì.

Noi COLOR però non ci siamo persi d’animo, c’è molto da apprendere qui al COLORcampus,  quindi non siamo rimasti con le mani in mano e abbiamo ripreso la creazione del progetto che ci accompagnerà per tutti i 10 giorni.  Il secondo giorno siamo stati divisi in 9 gruppi, ai quali è stata affidata una tematica tra le seguenti: violenza sulla donne, ambiente, bullismo e futuro. Subito ci siamo messi a lavoro con l’obiettivo di creare un nome, un logo e un pay-off che rappresentassero il gruppo e di trovare l’idea che sarebbe stata sviluppata nel progetto. Fondamentali sono stati i preziosi consigli di William e dei nostri COLORcoach.

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Riflettendo accuratamente riguardo l’argomento abbiamo trovato dei “bisogni” da risolvere, quindi ci siamo messi a lavoro e abbiamo creato il pitch. Una volta trovata l’idea vincente mancava solo un altro passaggio: come poterla realizzare? La scelta era vasta e tutti gruppi hanno avuto intuizioni diverse, scegliendo di creare video, canzoni e piccoli monologhi teatrali.

Il mio gruppo, per esempio, deve affrontare il tema del futuro, un argomento vasto e anche un po’ complicato, che però ci ha portati a riflettere su aspetti che prima d’ora non avevamo mai preso in considerazione e a porci domande importanti: “Come sarà il mondo?” “Come saremo noi?”. Sono solo alcune delle domande, e risposte certe per ora non possono essere date, ma siamo sicuri che finché ci saranno persone pronte ad impegnarsi si realizzeranno grandi cose. Anche le altre tematiche sono molto stimolanti, per esempio il riflettere sul bullismo ha portato i COLOR a credere che coloro che ne sono vittime non debbano solo essere aiutati da psicologi, ma anche dai coetanei, che chi è indifferente e non agisce e si limita a guardare è da condannare tanto quanto il bullo. I COLOR che si occupano dell’ambiente sono ormai convinti che l’ambiente sia la nostra più grande risorsa, fonte di energia e vita, e per questo debba essere rispettato, tutelato. L’ultima tematica, la violenza sulle donne, è stata affrontata con grande cura dai COLOR a cui era stata affidata. Essi sono arrivati ad un conclusione importante: i giovani, che saranno gli artefici del futuro, devono essere sensibilizzati, solo così, solo spiegandogli quanto sia abominevole si può raggiungere il cambiamento e la fine di questo terribile fenomeno in graduale crescita.

Grazie a questi lavori siamo non solo riusciti ad apprendere cose nuove come girare un video concentrandosi sull’importanza dell’inquadratura e scegliere la musica più adatta in base alle situazioni, ma abbiamo anche iniziato ad aprire gli occhi e riflettere sulla realtà, a capire cosa significa lavorare in gruppo, a comprendere cosa significa essere un COLOR!

Infine, abbiamo presentato il work in progress dei nostri progetti davanti agli altri COLOR e abbiamo ascoltato e accolto i preziosi consigli di William  per migliorarli e renderli davvero vincenti.

 

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