Il COLORcampus ha ricevuto una sorpresa inaspettata, ma molto gradita, l’arrivo di FEDERICO MAZZARON, scrittore ventunenne. La sua non è stata una semplice visita, ma, bensì, un momento di riflessione.

 

Egli, infatti, dopo aver presentato il suo libro “LA MATEMATICA DELL’AMORE”, ci ha proposto il tema del BULLISMO e del CYBER BULLISMO.

 

copertina libro mazz

Il confine tra i due fenomeni è veramente sottile ma fa la differenza.

Il bullo è generalmente una persona che, sfruttando le debolezze di chi ha attorno, vuole apparire più forte agli occhi degli altri, al costo anche di esporsi in prima persona. Secondo noi agisce in questo modo per mascherare le sue fragilità.

Un cyber bullo può essere chiunque, perché agisce dietro ad uno schermo. Quest’ultimo non usa la forza fisica, ma quella delle parole che sono capaci di ferire anche di più.

Alla figura del bullo si è soliti associare la violenza e la prepotenza. Al contrario il cyber bullo personifica un cattivo uso delle tecnologie moderne, come ad esempio Internet o i social network.  Questi sono semplicemente dei mezzi e non la causa del problema; il vero colpevole è solo e soltanto l’uomo e l’uso che decide di farne. Gli strumenti del web nascono con degli ottimi propositi quali favorire la comunicazione tra tutte le persone del mondo, ma la mente umana li trasforma in strumenti pericolosi che possono danneggiare seriamente chiunque li utilizzi.

Noi ragazzi abbiamo a disposizione svariati dispositivi con innumerevoli funzioni e ciò spaventa perché non c’è alcun limite. Citando una frase del libro di Federico: “Il web è pericoloso ed è troppo veloce. Ed è capace di uccidere se non viene usato con disciplina.”

Il cyber bullo preferisce mantenere l’anonimato, ma come sostiene Federico, se nostra madre ci ha donato la vita e la nostra identità in nove mesi, perché rovinare questo splendido regalo?

Inoltre il cyber bullo può facilmente passare da carnefice a vittima; e una volta successo non si può più tornare indietro. A questo punto ci sono due possibilità: continuare impassibile a interpretare il proprio ruolo o gettare la maschera e ammettere i propri errori.

autore mazzaron

Questo concetto è stato ribadito anche dal COLOResperto Renato Goretta che ha affermato: “Bisogna imparare a dire: ho sbagliato, che cosa posso fare per rimediare?”

Bullismo e cyber bullismo possono portare a gesti estremi. La violenza fisica o psicologica subita può diventare irreversibile e talmente insopportabile da spingere, purtroppo, alcuni ragazzi a privarsi del dono più bello che ci è stato fatto: la vita.

Il libro di Federico è un’ importante testimonianza e stimolo di riflessione sulle tematiche del bullismo e dell’amore. In un  primo momento, i due concetti potrebbero sembrare in netto contrasto tra di loro, ma in realtà si avvicinano per diversi aspetti.

Nello specifico, il romanzo narra dell’intreccio di due storie. Valentina, ragazza adolescente, vittima di bullismo, che vive in prima persona varie sfaccettature di disagio e difficoltà, che sono tipiche della nostra età.

La protagonista, timida e impaurita, si guarda allo specchio  e vede solo i suoi difetti, non capendo quanto i suoi occhi hanno di bello da raccontare.

E poi c’è Matteo, ragazzo che incrocia la strada di Valentina e riesce per la prima volta a farle battere il cuore a capirla davvero.

Vi consigliamo quindi di leggere questo romanzo che fa ben capire la realtà odierna del bullismo.

Ci sono tante persone che lottano contro il bullismo. Ragazzi, genitori, insegnanti o anche chi ha avuto una esperienza diretta o ne è stato testimone.

Chi è a conoscenza di questo fenomeno, spesso, per paura delle conseguenze, preferisce mantenere il silenzio senza agire. Ed è proprio qui che si sbaglia perché l’unico modo per contrastarlo è dar voce a ciò che si vive o si vede.

Federico è infatti molto attivo sul piano sociale e cerca di aiutare i ragazzi più giovani informandoli sugli aspetti più veri e crudi di questa realtà.

A volte è più facile parlare e interagire con un nostro coetaneo rispetto al confronto diretto con un adulto o uno psicologo.

Secondo noi il fenomeno del bullismo deve essere combattuto.

Le parole di Federico ci hanno trasmesso l’importanza di piccoli gesti, come il saluto, che in certi casi fa VERAMENTE la differenza. Preoccuparsi per una persona non costa niente e, inoltre, può anche salvare una vita, come ci ha fatto capire il giovane scrittore.

Nei suoi occhi si poteva leggere la dedizione con cui si impegna ogni giorno a favore di questa causa.

Una persona con il suo coraggio non è che da ammirare e da prendere come esempio.

La poetessa e scrittrice italiana Ines Sansone ha la nostra piena approvazione e considerazione nel dire che: “Il bullismo spezza i rami più belli che un ragazzo o una ragazza possiede. Poi il tempo passa e nasce un fiore nuovo. Chi non si arrende vince sempre. Il futuro che aspetta non lo si può deludere.”
E’ facile prendersela con i più deboli. E se domani il debole fossi tu?