Quest’estate, durante il soggiorno studio al COLORcampus di Loano, noi COLOR abbiamo avuto la possibilità di visitare Expo Milano 2015, l’esposizione universale dedicata al cibo. Considerato l’aumento demografico che caratterizzerà il nostro pianeta nei prossimi cinquant’anni, Expo 2015 ha l’obiettivo di diminuire gli sprechi di cibo e scovare nuove soluzioni alimentari per sfamare una popolazione in costante aumento.

La notizia che Massimo Bottura, chef e proprietario del ristorante “Osteria Francescana”, classificatosi secondo nella lista dei migliori cinquanta ristoranti al mondo, ha cucinato piatti da ristorante stellato per una mensa della Caritas, mi ha lasciato piacevolmente sorpreso.

Dietro questa sua lodevole azione c’è un’idea tutta nuova che ha espresso, con la seguente frase: “Questo tozzo di pane non merita più il nostro rispetto perché raffermo? Come se cercassimo in una donna matura la pelle di una modella anziché la saggezza”. Con questa frase ho sintetizzato il Bottura-pensiero, che racchiude, a mio parere, una nuova idea di cibo, la stessa che ci vuole comunicare Expo Milano.

Con questo gesto, lo chef ha espresso il suo pensiero riguardo lo spreco di cibo, purtroppo comune tra i paesi sviluppati da parecchi anni a questa parte, ed è riuscito a dare un pasto sostanzioso e gustoso a molte persone bisognose, che comunemente frequentano quella mensa della Caritas milanese che, per un giorno, è diventata un ristorante stellato.

In passato, anche nei nostri territori si è sofferta la fame ad esempio durante la Seconda Guerra Mondiale. Chi ha vissuto in prima persona questi momenti racconta che il cibo era pochissimo e poteva essere acquistato a carissimo prezzo. Un ragazzo che, in quel trempo, si trovava in collegio descrive la merenda di cui disponevano così: “… Io facevo merenda se vuoi chiamarla così, perché ero in collegio e allora ci davano l’olio di fegato di merluzzo, che fa bene ai bambini poiché contiene vitamine e ha proprietà nutrienti utili al nostro fisico. A quel tempo c’era pochissimo cibo! E noi prendevamo volentieri anche l’olio di fegato di merluzzo perché subito dopo ci davano un pezzettino di pane, e allora lo bevevi per poter mangiare il pane. La nostra merenda era quella lì”.

Morale della storia? Quando avanziamo del cibo, anziché gettarlo nella spazzatura, riutilizziamolo per consumarlo, perché, purtroppo, è una risorsa che non tutti possono avere al giorno d’oggi.