Se pensiamo che al giorno d’oggi i rapporti umani e le relazioni siano sottovalutate o sostituite da apparecchi elettronici, cambieremo idea conoscendo Federico Mazzaron, ventunenne e studente di lettere all’Università degli Studi di Vercelli. Nato e cresciuto in provincia di Novara, una mattina si sveglia con una brutta notizia: la notte precedente, la sua amica Carolina aveva deciso di fuggire dalla realtà quotidiana, di sporgersi alla finestra e di scappare definitivamente dalla violenza e dalla cattiveria umana. Purtroppo non si trattava di un incubo. Le parole, se dure, fanno più male delle botte, specialmente quando colpiscono dal monitor illuminato e anonimo di un computer. In Italia, le vittime dei cyberbulli sono tante, troppe. Stando a contatto con ragazzi più piccoli di lui, Federico si rende conto di non conoscere la rete, un luogo tanto accessibile quanto insidioso. Internet è veloce, incontrollabile e soprattutto non perdona, ogni suo contenuto è permanente. Tristemente consapevole dell’inquietante realtà “social”, decide di raccogliere le sue riflessioni in una storia, quella di Valentina. Quattordici anni, periodo in cui la responsabilità è perfettamente bilanciata con la spensieratezza. Il primo giorno di scuola, l’incontro con Matteo, un amore che inizia con un bacio sotto un albero. Un racconto che fa brillare gli occhi: il profumo della torta preparata insieme alla mamma e le giornate di shopping con Martina; poi una festa, durante una notte maledetta. La matematica dell’amore è complessa anche per Valentina, una ragazza solare con lo sguardo sognante rivolto al cielo, ora azzurro e ora nero.

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