Nel 2014 il progetto di scambio universitario internazionale “Erasmus” stava morendo, dopo 25 anni di vita, come i fondi europei che lo finanziavano. Invece, in questi mesi, è diventato “plus”: l’Erasmus riceve il 40% di fondi in più, si semplifica e guarda con più attenzione al lavoro e all’occupazione dei giovani.

Secondo i dati della Commissione europea, solo nel 2012-2013 sono stati 270mila gli studenti che hanno beneficiato dei contributi Ue per studiare e formarsi all’estero: 15mila in più dell’anno precedente e +70mila rispetto a 5 anni fa. Da 27 anni Erasmus consente agli studenti di trascorrere un periodo all’estero per ampliare i propri orizzonti e migliorare le proprie competenze. I dati più recenti indicano che Erasmus è più popolare che mai. Oltre a contribuire a radicare il senso di appartenenza alla famiglia europea, le abilità la cui acquisizione Erasmus promuove, aiutano gli studenti ad accrescere la loro occupabilità e a migliorare le loro prospettive di carriera.

“Il nostro nuovo programma Erasmus Plus consentirà a un numero ancora più grande di giovani di studiare, ricevere una formazione, lavorare o fare opera di volontariato all’estero nel prossimo settennio”, ha affermato Androulla Vassiliou, Commissaria europea responsabile per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù.

Il programma non cambia solo nel nome ma anche nei finanziamenti e negli obiettivi. Erasmus Plus raccoglie in se stesso il classico Erasmus per universitari, l’Erasmus Mundus per i Paesi Terzi, il Leonardo da Vinci che promuove stages e il Groundtvig. La Commissione Europea si pone l’obiettivo lanciando il progetto per gli anni 2014-2020 di innalzare il livello di istruzione e ridurre l’abbandono scolastico precoce e attraverso programmi sportivi ad hoc combattere l’obesità giovanile.

Riducendo l’abbandono prematuro degli studi, Erasmus Plus punta a diminuire il rischio, per i giovani, di rimanere disoccupati. Qui i numeri parlano chiaro, per la generazione Erasmus dopo la laurea il tasso di disoccupazione è più basso del 23% rispetto ai coetanei: le aziende ricercano giovani che parlano lingue straniere e che sono stati partecipi di queste esperienze altamente formative.

Pietro Varesi, Presidente ISFOL (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) , afferma: “In questo momento di crisi occupazionale, le opportunità di crescita, formazione e professionalizzazione offerte da Erasmus Plus costituiscono per i giovani del nostro Paese uno strumento prezioso ai fini del successivo inserimento lavorativo”.

Erasmum Plus, inoltre, sta curando un progetto di prestiti agevolati per gli studenti con l’obiettivo di finanziare gli studi entro il 2020 di oltre 200 mila ragazzi. I prestiti avranno tassi di interesse più bassi e la loro restituzione sarà agevolata: gli studenti inizieranno a restituire l’importo dopo un anno dalla fine del corso di studi.