Nella vita quotidiana il concetto di moda ricorre abitualmente nei nostri discorsi e ognuno di noi può constatare quanto questa tendenza sia in grado di influenzare le nostre scelte( in ogni aspetto del vivere quotidiano).

La moda è infatti un fenomeno psicologico ed economico-sociale poiché riguarda tutti gli individui nel momento in cui (fin dall’antichità) manifestano il bisogno di assumere determinate abitudini per essere classificati in categorie comuni.

Gli adulti curano l’immagine e regolano la propria vita per dimostrare la loro appartenenza ad un particolare gruppo sociale. Anche gli adolescenti sono profondamente condizionati da questo fenomeno e spesso i loro gusti sono dettati dai modelli in voga diffusi dalle nuove tecnologie.

Credo che negli ultimi anni alcune tendenze stiamo prendendo il sopravvento tanto che attualmente anche il “non fare moda” è “di moda”.

Un recente esperimento del neuro scienziato Mael Lebreton dell’Università Pierre e Marie Curie di Parigi, riportato nel mensile Brain Trainer di maggio 2012, ha dimostrato che quello cui gli altri anelano e che scelgono finisce per diventare oggetto di desiderio personale. Tramite ciò è anche spiegata l’efficacia delle pubblicità.

Grazie ad alcune interviste agli allievi della nostra scuola siamo giunti alla conclusione che la maggior parte dei ragazzi ritiene che incrementando questo fenomeno si giunge all’omologazione che potrebbe ledere la personalità e la creatività degli individui.

È positivo avere cura della propria immagine, ma non bisogna rischiare di diventare “schiavi” del consumismo. Seguendo la moda in maniera spropositata, infatti, aumentano le spese e i consumi anche per cose futili rischiando di compromettere la situazione economica di parte della popolazione e di aumentare gli sprechi.

“Il mondo è bello perché è vario” si dice; non possiamo accettare che i gusti imposti dai modelli siano quelli di tutta la comunità.

Ogni individuo ha una personalità ben definita che deve essere notata. L’opinione globale non può incidere sulle nostre scelte della vita quotidiana dei cittadini che rischiano di essere infine dominati dal sistema. Un modelli non basta per fare risplendere i colori delle proprie idee.

Fermiamo l’omologazione creando una società variegata che conosca i propri gusti e le proprie necessità.