Si chiama Tooteko la nuova start-up veneziana nata con lo scopo di rendere l’arte accessibile a tutti.

L’idea è nata proprio quest’anno in occasione dell’Esposizione Universale 2015. Il progetto con a capo gli architetti Fabio D’Agnano e Serena Ruffato e da Gilda Lombardi, esperta di comunicazione, ha vinto il concorso Veneto.

Si tratta di un dispositivo indossabile, un anello che consente l’esplorazione dell’opera tramite il tatto. Le opere d’arte sono tutte ricostruite in gesso grazie a scansioni 3D delle originali, in seguito vengono inseriti all’interno dei sensori . Il meccanismo è in grado di riconoscere il punto interessato dell’opera e tramite un apparato uditivo consistente in un file audio, la ricerca verrà approfondita. Il fatto che i sensori si attivino al passaggio della mano dell’utente fa sì che il non vedente possa percorrere una visita autonoma, scegliendo come muoversi e quale punto dell’opera esaminare senza il bisogno di essere guidato o di seguire un percorso specifico.

In seguito alla vincita del concorso, il progetto ha suscitato l’interesse di diversi musei italiani che stanno iniziando la collaborazione. La soluzione è del tutto low-cost.

Una grande innovazione che fino a qualche anno fa non era nemmeno pensabile.

L’arte a portata di tutti grazie all’unione di due esperienze sensoriali, tatto e audio, e non solo grazie alla vista come fino a qualche anno fa si pensava.