Relazione sull’esperienza vissuta al COLORcampus 2016

“Dedicato a chi pensa che l’estate non sia fatta per studiare e lavorare

Caro diario,

ogni volta che rientro nel chiostro di Sant’Agostino mi sembra di averlo lasciato il giorno prima. Parlo con William e rivedo in lui la professionale fermezza e le note d’ironia che usa per le sue critiche, come fossero gocce di limone.

Riabbraccio i COLOR che ho lasciato l’anno passato e mi lascio subito trasportare dal loro naturale entusiasmo, accompagnato da un filo di preoccupazione per quello che ci aspetta.

Alcuni li conosco ormai fin troppo, di altri ho il lontano ricordo dei cinque giorni trascorsi a Roma (alla sede del CONI); altri ancora mi si presentano per la prima volta. Ma poco importa, non servirà molto tempo perché diventino amici a tutti gli effetti. Perché diventino compagni di sogni.

Riapprezzo i tradizionali appuntamenti del COLORcampus. Da COLORpress – di cui sono un fervente estimatore – al giornale di COLORnews, collegamento tra il nostro mondo a colori e la realtà quotidiana che ne resta al di fuori. Dal breve ma intenso spazio del COLORmare ai quarti

d’ora della COLORfrutta.

Ritrovo gli spazi dedicati ai COLOResperti, in cui le penne scivolano furiosamente sui fogli di carta per lasciare che una piccola parte di ogni esperto – della sua esperienza – ci possa aiutare in futuro.

Accolgo con sorpresa le nuove modalità con cui dovremo lavorare: saremo divisi in gruppi da tre componenti, dei piccoli team aziendali uniti per creare un progetto che risponda a un bisogno della quotidianità.

Neanche il tempo di finire di ascoltare la spiegazione di Renata e le idee iniziano a liberarsi nel cosmo delle menti di tutti i COLOR.

Fantasiose, assurde, geniali.

-Interessante-, dico tra me.

Lavorare in un team aziendale è una vera sfida: non è facile trovare l’intesa perfetta, l’alchimia che porta tutti a dare il massimo. L’alchimia che ti porta a lavorare anche quando non dovresti farlo.

Perché un COLOR che sa essere imprenditore di se stesso non lavora solo seduto a un tavolo con un computer davanti. Vede ogni momento come l’occasione per carpire nuove idee, per migliorare il proprio progetto di lavoro, di vita.

Uno scambio di battute con un COLORcoach o con William durante la passeggiata sul lungomare per raggiungere la spiaggia, l’ascolto di un COLOR che commenta un articolo di giornale durante COLORpress, il momento in cui, alla fine di una COLORgiornata, cerchi la via del sonno ripensando alla giornata trascorsa.

Un’idea vincente può nascere così, dal nulla.

No Lorenzo, ti sbagli, questi momenti non sono il nulla.

Questi momenti rappresentano l’anima del COLORcampus, l’essenza di un COLOR che impara da qualsiasi tipo di confronto.

Sono i momenti che ti portano ogni anno a voler tornare.

Lorenzo

Post scriptum per William e Renata. Non sono mai stato dotato di una grande memoria. Ricordo a stento le date storiche più importanti e le declinazioni greche e latine. Di alcune esperienze particolari ricordo alcuni visi delle persone insieme a me, alcuni eventi accaduti e poco altro. Eppure c’è un’esperienza che probabilmente non dimenticherò mai: la mia prima volta al COLORcampus. Ricordo i nomi e i visi di tutti i COLOR e le città da cui venivano. Saprei ripetere i nomi di tutti gli esperti che sono venuti, condividendo con noi una parte della loro esperienza. Ricordo ogni lavoro che ho avuto il piacere di progettare, ogni articolo che ho potuto leggere e commentare a COLORpress. Mi tornano spesso in mente alcuni episodi che William ha vissuto in Ferrero e che ci ha raccontato.

Ricordo le lacrime dell’ultima sera e l’irrefrenabile voglia di tornare. Ricordo tutto.

E se un campus di 10 giorni lascia impronte così pesanti, voragini di emozioni e ricordi nel cammino della tua adolescenza, non puoi che nutrire profonda stima per la Fondazione e per le persone che hanno reso possibile tutto questo.

E se questa Fondazione ti consente di ripercorrere quel cammino, di rivivere ogni emozione per più volte, non puoi che sentirti in dovere di aiutarla.

 

Per dare ad altri ragazzi la possibilità di venire al COLORcampus proporrò al Liceo Manzoni di attuare il progetto di alternanza scuola-lavoro.