RELAZIONE SULL’ESPERIENZA AL COLORcampus

Dieci giorni. Dieci giorni di lavoro, di studio ma soprattutto di convivenza e di sogni. Non sapevo ancora cosa mi avrebbe aspettato quando sono arrivata al COLORcampus da Caltrano, il mio piccolo paesino in provincia di Vicenza, dove di questo concorso non si era mai sentito parlare, almeno io personalmente mai. Quando mi è stato proposto grazie alla mia scuola, attraverso un incontro con una professoressa di Schio (VI), l’ho trovato da subito intrigante e curioso ma nonostante ciò non avevo la minima intenzione di partecipare forse perché non mi ritenevo capace o forse non mi interessava veramente, chissà, non so dare una motivazione concreta della mia scelta iniziale che ad oggi, dopo questa bellissima esperienza, mi sembra insensata!

Successivamente, dopo calorosi inviti da parte dei miei genitori e soprattutto da parte della mia vicepreside ho deciso di partecipare anche se all’inizio ero molto impacciata perché non sapevo cosa fare, quale argomento scegliere.

Ho provato a pensare ai miei interessi e subito ho scelto la scrittura, in particolare ho voluto trattare l’argomento dei bambini e della giustizia a loro correlata, evidenziando le trasgressioni talvolta sottovalutate. Ho esaminato questo argomento anche per l’idea che ho riguardo il mio lavoro futuro: Il mio sogno è quello di diventare un avvocato giusto, aperto e disponibile, pronto a difendere i più deboli o semplicemente chi ne ha bisogno, con l’obiettivo di combattere le numerose ingiustizie che sono tutt’oggi presenti nel mondo, ma anche senza pensare in grande quelle ingiustizie, per esempio, che si verificano nei nostri piccoli centri abitati o nei paesi non molto grandi, quei soprusi lasciati in disparte e infine quegli oltraggi a cui non si dà importanza diffondendoli tramite i mezzi di comunicazione come la televisione quindi il telegiornale, ma quelli che vengono lasciati lontani, nell’ombra perché considerati insignificanti quando invece per le vittime possono essere catastrofici o di un certo calibro.

Ho scoperto di aver vinto, cosa che mai mi sarei aspettata, una domenica di maggio, quando la mia professoressa chiamandomi al telefono mi ha detto di andare nel sito di COLOR YOUR LIFE perché c’era qualcosa che mi avrebbe interessato. Incuriosita mi sono precipitata nella mia camera, ho preso il computer e sono entrata nel sito di COLOR YOUR LIFE (www.coloryourlife.it) cliccando, senza pensarci, sullo spazio “Vincitori 2016” fino ad arrivare a vedere il mio nome; ero molto felice perché sono stata molto soddisfatta del mio lavoro, che veramente mai avrei ritenuto degno della vittoria!

Da quel giorno iniziò l’avventura, ogni dì che passava ero sempre più ansiosa e agitata; ho preparato la valigia chiedendomi almeno un centinaio di volte se ci fosse stato tutto il necessario, se i documenti fossero stati allegati su MINIERA e se avessi completato tutte le fasi per partecipare legittimamente.

Una volta giunta a Loano con mia madre ci siamo dirette, con l’aiuto del navigatore perché era la nostra prima volta in Liguria e soprattutto a Loano, verso il Campus mentre l’adrenalina aumentava passo dopo passo, metro dopo metro percorso.

Appena entrata ho visto visi nuovi, ambienti nuovi ed ero molto disorientata; ricordo benissimo che i primi COLORcoach da me incontrati sono stati Michelangelo e Cristina, che dopo alcune domande per conoscermi mi ha accompagnato a vedere la stanza che mi avrebbe accolto per ben 10 giorni.

Una volta indossata la maglia del COLORcampus, come mi era stato detto, mi sono sistemata un attimo e ho cercato di incoraggiarmi in un certo senso, anche con l’aiuto di mia madre dimostratasi subito ottimista; dopodiché sono scesa al chiostro e così facendo ho dato inizio al mio soggiorno al COLORcampus.

Devo ammettere che inizialmente, per i primi due giorni, mi sono sentita disorientata e non a mio agio ma in seguito ho iniziato ad ambientarmi molto bene sia con i compagni, con i coach sia con l’ambiente stesso.

Le attività mi interessavano mano a mano sempre più, particolarmente Public Speaking perché penso che sia molto importante, soprattutto per il domani, l’effetto che facciamo sulle persone che secondo me dovrebbe essere positivo ma forte, deciso senza lasciare al nostro interlocutore la possibilità di mettere in discussione ciò che diciamo.

Ho avuto l’onore di incontrare personaggi importanti, come il Direttore Generale di COLOR YOUR LIFE Renata Crotti, Edgardo Bianco Fondatore e Direttore Creativo in LATERAL, agenzia che sviluppa strategie di marketing per le aziende, Sara Mastroiacovo responsabile della logistica logistica delle parti di ricambio dei concessionari IVECO e infine Marino Lagorio regista promotore e gestore di rilevanti progetti di rete dedicati proprio ai giovani come noi COLOR.

Ognuno di questi incontri si è rivelato, secondo me, un’importante goccia che contribuirà a far traboccare il vaso del mio sapere lavorativo.

Tutto questo è stato possibile grazie al Presidente della Fondazione COLOR YOUR LIFE William Salice, grande uomo al quale va un mio ringraziamento per la possibilità che offre ai giovani di cui molte volte non si capisce l’importanza.

“Tutto questo è proprio ammirevole perché poche persone sono disposte a mettere a disposizione i propri beni per offrirli al prossimo. Altri avrebbero scelto un altro tipo di investimento, lui ha scelto noi” cito una parte del discorso da me scritto per la COLORexperience del 29 luglio, anche questa è stata per me una grande soddisfazione perché tra una ventina di ragazzi sono stata scelta io per ringraziare il COLORcampus e tutti coloro che si sono impegnati per rendere possibile quest’esperienza.

Ho partecipato anche ad un incontro con William, nelle vesti di COLOResperto, che si è dimostrato già da subito un uomo serio, severo ma sotto sotto divertente e scherzoso.

Il suo motto  “Lavorare, lavorare, lavorare, studiare, studiare, studiare” a prima vista può sembrare molto difficile nell’applicazione ma al COLORcampus si capisce che solo con quel comportamento, che si presenta comunque impegnativo, si può arrivare a modesti risultati che come dice lui, si possono sempre migliorare e superare.

La mia esperienza al COLORcampus si può riassumere in parole, immagini e momenti raffiguranti me in compagnia degli altri COLOR e dei COLORcoach durante i momenti di lavoro, di studio, durante la COLORfrutta e il COLORfreetime o durante le altre attività dove non mancavano mai sorrisi o battute divertenti.

Sono molto contenta di aver partecipato a quest’esperienza che in poche parole definirei formativa, impegnativa e soprattutto bella e appagante.

Sarei felice di partecipare una seconda volta al COLORcampus per crescere ancora di più imparando cose nuove, perché non si smette mai di imparare secondo me.

 

Per finire volevo dire che sono arrivata a Loano, al COLORcampus con la mia valigia piena di vestiti, di emozioni e di aspettative e sono tornata a casa gremita di consigli molto interessanti (che sicuramente seguirò), di coraggio, di determinazione e di soddisfazioni.

Per questo volevo ancora una volta ringraziare per quest’opportunità tutte le persone che rendono e che hanno reso fino ad oggi possibile il COLORcampus! GRAZIE.

Lucrezia