COLORcampus: il cantiere dei sogni

I modulo (26 Giugno- 5 Luglio)

 

“Pensa, sogna, rendi le tue idee realtà, impegnati, non smettere mai di migliorare, non accontentarti dei tuoi risultati perché un traguardo è semplicemente una nuova partenza”.  Queste parole sono state pronunciate da William Salice, il fondatore dell’associazione COLOR YOUR LIFE, durante il secondo giorno di campus, dove noi COLOR abbiamo preso parte ad un interessante incontro. Paura, timore, ma anche soddisfazione di trovarci lì, insieme ad altri ragazzi, con un sogno, un sogno da realizzare!

Varchi le porte che ti condurranno in un mondo magico, fantastico dove soltanto lavorando e studiando potrai raggiungere i tuoi obiettivi. Cartellino al collo, c’è scritto il nostro nome, ognuno di noi è speciale, ognuno di noi è unico. I genitori ci lasciano con un filo di rammarico, ma allo stesso tempo, con la certezza che usciremo da quel luogo cresciuti, saremo diversi. Ritorneremo nei nostri paesi, fieri di aver vissuto un’esperienza che ci ha trasformato in future donne e uomini del mondo.

Il COLORcampus è ricco di immagini, frasi di ex COLOR che sono in grado di farci capire che molti lottano ma pochi ce la fanno. Bisogna combattere, sentirsi preparati perché solo se lo sei vinci! Ci vuole passione, quella passione che ti rende folle, devi essere contraddistinto da un amore incondizionato verso ciò che fai. Mano nella mano con il nostro sogno i giorni passano e noi ci incamminiamo per questa ardua strada. Si può paragonare l’esperienza del COLORcampus, che ho vissuto dal 26 Giugno al 5 Luglio, ad una lunga via. Ci sono stati sassi che ci hanno fatto cadere, ci hanno fatto certe volte piangere, ma poi la gioia che provi quando arrivi alla fine e il pubblico ti applaude ripaga tutti i sacrifici e tutte le notti passate a chiedersi “Il mio progetto è davvero valido?”.

Di certo non posso negare che durante il percorso mi sia fatta tante domande, gli incontri con gli esperti sono stati molto intensi. Non è di tutti i giorni incontrare pubblicitari che hanno creato spot che sono andati in onda per anni. Ciò che particolarmente mi ha toccato del loro comportamento è l’amore che mettono in quello che fanno nonostante, sicuramente, ci siano stati ostacoli difficili da superare. Il 30 Giugno abbiamo incontrato Mario Attalla e per noi COLOR, devo ammettere, è stata una giornata molto impegnativa in quanto dovevamo farci valere, essere dei vincenti e non dei vinti. Come lui stesso ha detto, durante l’incontro, ci vuole lavoro, disciplina e molta convinzione.

La sua professione ricopre un ruolo molto importante anche se molto spesso viene sottovalutata. Ci ha spiegato con precisione come è composto un team pubblicitario che è paragonabile ad una squadra di calcio: c’è chi costituisce la difesa, chi il centro e chi segna il goal. Inoltre ci ha mostrato alcuni spot realizzati anche decenni fa che però continuano a fare successo, soprattutto tra noi adolescenti. Il giorno stesso abbiamo incontrato anche la famiglia Invernizzi, leader nel settore caseario. Abbiamo presentato i nostri progetti e le nostre mani tremavano mentre loro esprimevano giudizi concreti a proposito dei nostri elaborati. Erano forse troppo ricchi? Troppo complicati? Oppure troppo semplici e poveri? Io facevo parte della COLORtroupe e ammetto che intervistare persone così importanti mi aveva portato a credere ancora di più nel mio sogno, questo incontro mi ha fornito infatti idee chiare e mirate.

Al COLORcampus sono state tante le opportunità che ci sono state offerte: incontri, riflessioni, progetti, letture, lezioni di public speaking e molto altro. Ogni giorno si aveva la possibilità di migliorare, di confrontarsi, di credere in qualcosa ma soprattutto di costruire nuovi ideali e valori.

Il 3 Luglio abbiamo vissuto una fantastica giornata all’insegna dell’imparare ma anche della solidarietà.

Abbiamo capito, come Edgardo Bianco, famoso pubblicitario, ci ha spiegato, che un argomento può assumere mille sfumature cambiando il linguaggio. Ci ha dato preziosi consigli per i nostri

progetti: essere sintetici e originali con coerenza.  Lo stesso giorno abbiamo sviluppato un’attività che è stata molto amata da noi COLOR, il COLORday. Aiutare chi più ne ha bisogno, basta poco, basta un abbraccio. C’è forse cosa migliore di ricevere sorrisi? Tutto ciò gratis. Magliette bianche che avvolgevano donne, uomini, bambini e disabili: gesti indelebili, esperienze magiche.

Il campus si è concluso con il volo di tanti colorati palloncini, simbolo di fraternità, felicità e pace. Infatti durante questi giorni ho incontrato persone speciali, unite da un ideale e diverse personalità. Un’unione di caratteri, pregi e difetti che hanno fatto in modo di poter imparare gli uni dagli altri, migliorare, essere consapevoli che non siamo perfetti ma che possiamo raggiungere un determinato livello di assoluta precisione. Eravamo uniti da regole, che ancora oggi mi aiutano a trascorrere le mie giornate in modo più completo. Se si è a tavola ognuno apparecchia per sé, si dispongono i posti di ognuno, si parla in modo corretto e comprensibile.

Le nostre guide erano i COLORcoach che, essendo quasi nostri coetanei, ci hanno spronato a impegnarci sempre di più. I sogni sono diversi, ma la strada da percorrere è lunga per tutti!

William Salice e Renata Crotti si sono comportati come dei genitori, severi ma sempre disponibili.

Credo di poter paragonare il COLORcampus ad un cantiere, come da titolo: si costruiscono le basi su cui deve appoggiare la nostra vita cioè le regole, si crea un’impalcatura per evitare di cadere e di farci male ossia la passione e l’impegno ed infine arriva la parte più lunga, più faticosa vale a dire rendere il progetto reale. Verrai aiutato dai tuoi soci, dal capocantiere anche se a volte il tuo lavoro non sarà apprezzato completamente. Un cantiere dei sogni, dove ogni passione viene trasformata in dote, dove ogni persona comincia ad essere un imprenditore di se stesso.

Ora rimangono le firme sulla maglietta, ricordi indelebili, luoghi indimenticabili con la speranza di poter tornare anche il prossimo anno.

Ci vorrà tempo per costruire tutto ciò ma noi ci crediamo, perché noi siamo veri COLOR!

Marianna