Era una delle tante domeniche passate in palestra a giocare a pallavolo, ma quel giorno c’era qualcosa per cui valeva la pena non essere in partita e, seppur mi sforzassi di concentrarmi, il mio pensiero volava oltre con ali leggere e si posava sul pensiero fisso che avevo da ormai un paio di settimane… Ultimo punto, l’arbitro fischia, saluto il mister e la squadra avversaria e mi fiondo giù per due rampe di scale. Arrivo in spogliatoio e spalanco la porta, vedo subito il cellulare posato sopra l’appendiabiti. In quel momento pensavo a come mi
avrebbe cambiato la vita, se avessi visto il mio nome in quel lungo elenco. Meglio non farsi troppe illusioni… Il cuore mi batteva veloce, ma, stanca per l’attesa, decisi che sarei riuscita a controllare le mie emozioni, se avessi visto comparire “Marta Guerra” nell’elenco, tuttavia non fu così: caddi sulle ginocchia e iniziai a schiamazzare e a urlare inconsapevole di ciò che mi stava succedendo. Eh già, il mio nome era impresso lì, nello schermo. Era vero? Scorrevano nella mia testa mille idee e pensieri, mi avvicinavo al mio sogno, vedevo finalmente raccolti i frutti di un lavoro a cui avevo dedicato passione, tempo e amore. E come me altre centinaia di ragazzi, accomunati dalla voglia di fare, di intraprendere i propri progetti e di veder spiegate le ali dei propri sogni!
Il portone del convento era aperto, la porta per inseguire i miei sogni era spalancata di fronte a me… Molto titubante e piena di incertezze, mi addentro, accolta da un avvolgente profumo di mare, al quale, abitando in montagna, non ero abituata. L’atmosfera è accogliente e calda fin da subito. Si avvicina con passo autoritario, ma amichevole un signore molto saggio e creativo, che in quei successivi dieci giorni ci insegnò a essere “Imprenditori di noi stessi”, ma soprattutto a essere “COLOR”, cioè vivere sempre con il sorriso e con positività. Rivivo negli occhi dei miei compagni di viaggio, le serate passate al lavoro, alla realizzazione del progetto. Vedo il loro entusiasmo, la loro creatività e voglia di intraprendere la loro strada; ora mi rendo pienamente conto dell’opportunità che ci è stata data.
Prima di Color Your Life non davo troppo peso al mio futuro lavorativo, in quanto, avendo scelto il Liceo Scientifico “N. Tron” di Schio, pensavo all’università, alla facoltà che più mi aggradava e a ciò che mi avrebbe potuto appassionare di più. Non avevo mai minimamente pensato al lancio sul mercato di un prodotto creato da me, né alla creazione di una mia azienda (con un certo nome, un certo logo e incentrato su una specifica produzione), MAI. Color Your Life mi ha aperto gli occhi su molti concetti: come si può dire che c’è crisi in Italia, se nessuno si prende la briga di cambiare questa condizione? E perché mai non potrei essere io a cambiare la triste sorte delle italiane e degli italiani? Ecco, bisogna avere il coraggio di investire soldi, tempo, passione e amore per un’azienda. Prima di questa fantastica esperienza, mai avevo avuto simili pensieri: a me, come pure ai miei amici COLOR, è stata data l’opportunità di conoscere, comprendere e avvicinarsi
all’idea di lavoro imprenditoriale non come operai o impiegati, ma come ideatore e fondatore di un’azienda.

Credo che l’ideologia che ci hanno trasmesso Color Your Life e, soprattutto, il signor William, abbia un valore morale molto forte. Nulla viene regalato al mondo, NULLA. C’è solo una strada per raggiungere i propri sogni e vederli concretizzarsi davanti ai propri occhi: l’impegno, la costanza, la fiducia, la passione, l’amore, la dedizione e un pizzico di intuito. Nessuno servirà mai su un piatto d’argento i vostri sogni, i vostri desideri, le vostre aspirazioni. Bisogna guadagnarseli, studiando-lavorando, lavorando-studiando, e solo allora, forse, se tutto ciò per cui ci si è impegnati è bastato, si vedranno i risultati.
“LAVORARE, LAVORARE, LAVORARE … STUDIARE, STUDIARE, STUDIARE”
Questo è il motto che ci ha accompagnato per i nostri dieci giorni al COLORcampus, fra il gelato alla Nutella, i lavori di sistemazione dei progetti, il public speaking, gli incontri con gli esperti, il COLORnews e i preziosi consigli di William e Renata. Queste parole non devono essere solamente uno spunto, un sostegno morale al COLORcampus, durante i duri pomeriggi passati a lavorare ai propri progetti, ma una frase, un aiuto importante per la vita di tutti i giorni. Ragazzo, per far sì che ciò che desideri sia realizzato, non puoi arrenderti davanti al primo ostacolo, non puoi non rialzarti dopo uno sbaglio, devi impegnarti con passione per i tuoi obiettivi. Ciò in cui credi, deve avere il sapore della tua stanchezza, della tua costanza e della tua passione…

Arrivata al COLORcampus sono stata invasa da un’energia, da una vitalità e felicità inaspettate. Subito sono stata coccolata dal calore delle bianche magliette in cotone e dai primi scambi di parole, con ragazzi uguali, ma diversi da me. Ricordo l’esuberanza e l’estroversione di Silvia, che ancor prima di appoggiare i bagagli mi ha tempestata di domande e affetto. Alcuni arrivavano totalmente spaesati e ricolmi di diffidenze, sciolte con il passare delle giornate assieme.
Le nostre giornate al COLORcampus iniziavano presto, svegliati dai raggi del sole che filtravano attraverso le veneziane e dalla musica che addolciva i nostri risvegli. Alle 6:30 sveglia, ma ne valeva la pena; tutta Loano dormiva, mentre noi ci avviavamo alla spiaggia. Il sole caldo di luglio scaldava le nostre braccia e le nostre gambe, ancora assonnate, mentre ci soffermavamo ad ascoltare il silenzio e la pace di una città balneare così popolosa. I soli rumori? Le onde del mare e il chiacchiericcio dei più svegli… E se arrivati alla spiaggia non
eravamo ancora del tutto svegli ci pensava Emanuela, l’attrice dal grande
cuore, con della salutare ginnastica. E poi? Bagnooo!

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Tornavamo tutti un po’ tristi, perché il tempo del bagno era sempre troppo corto, ma consapevoli che stava per iniziare un’altra fantastica e impegnativa giornata. Veloce colazione, veloce doccia, perché alle 8:30 iniziava il COLORpress, momento in cui alcuni COLOR della COLORtroupe, leggevano e commentavano i fatti del giorno, attinti da diversi quotidiani nazionali. Questo comportava la successiva esposizione dell’articolo scelto a tutti noi COLOR, grazie ai preziosi consigli di Cristina ed Emanuela, che, con il public speaking, ci hanno fatto fare passi da gigante. A un certo punto, gli ordini erano chiari: si lavora ai progetti fino all’ora di pranzo!

Oppure eravamo deliziati dall’arrivo dei COLOResperti, persone preparate e competenti, che ci illustravano e spiegavano il loro lavoro, tra i quali sceneggiatura, scrittura, musica, immagine, marketing, commercio. Tutte fonti da cui trarre importanti spunti per i nostri progetti. Nel primo pomeriggio, dopo il pranzo, per altro sempre delizioso, veniva fatta l’investitura della nuova COLORtroupe, che avrebbe iniziato il suo lavoro, quello stesso giorno alle 17:00. Fra la COLORfrutta e qualche intervento da parte dei nostri COLORcoach, era già sera; la fame si faceva sentire e dalla cucina, puntualissima alle 20:00, la cena veniva servita.guerra_marta

Poteva capitare che, dopo aver eletto i COLORcapitani, (il loro ruolo era quello di far rispettare le regole del CAMPUS), facessimo una breve diretta Facebook, nella quale raccontavamo le nostre giornate. In mattinata avvenivano le prove per la lettura degli articoli rielaborati nel COLORpress e la sera, diretta Facebook! Le giornate volavano e giorno per giorno, il rapporto di amicizia che intercorreva fra noi, migliorava. Qualche sera, William, se ce lo eravamo meritati, tirava fuori il delizioso gelato alla nutella. Speciale e unico come COLOR YOUR LIFE!

Era calato il sole già da un po’, ma il successo non aspetta nessuno, i più instancabili e tenaci lavoravano, fino all’ora del coprifuoco, al progetto. La nostra felicità cresceva, perché il nostro lavoro prendeva sempre più forma, nonostante le occhiaie e gli sbadigli. La giornata volgeva al termine e ci coglieva soddisfatti e gioiosi.
Una bellissima giornata si concludeva, la luna coccolava i nostri animi leggeri e gli occhi si chiudevano piano,lasciando posto ai nostri pensieri, le nostre idee, i nostri sogni…

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Mai arrendersi, mai, combatti per i tuoi sogni e ricorda: “Se puoi sognarlo, puoi farlo”.
Grazie

Marta

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