Una scuola di vita

Relazione COLORcampus a cura di Marta S.

Scolè Marta

L’attesa è stata lunga e faticosa ma il primo agosto 2016, trascorso ormai un anno da quando ho salutato a malincuore i miei amici COLOR con l’augurio di rivederci presto, da quando sono tornata a casa piena di sogni, speranze e anche un po’ di malinconia, ho fatto il mio secondo ingresso nel chiostro del convento di S.Agostino, a Loano, fremente dalla voglia di iniziare un nuovo COLORcampus.

Ho aspettato con trepidazione il momento in cui sarei ritornata; dall’esperienza dell’anno scorso ho appreso così tante cose! Oltre ad un arricchimento culturale, avvenuto mediante l’incontro con COLOResperti e al quotidiano esempio di Wiliam, sono diventata più consapevole delle mie capacità e di conseguenza ho imparato ad affrontare le sfide con maggior coraggio e determinazione, elementi indispensabili perché, come dice S. Agostino, “conosci te stesso e conoscerai il mondo”.

L’emozione non mancava nonostante sapessi che avrei rivisto diversi COLOR che l’anno scorso avevano partecipato con me al terzo modulo e con parte dei quali ho continuato a mantenere i contatti.

Mi chiedevo se avessimo ripreso quella sintonia che si era instaurata tra di noi o se eravamo troppo cambiati…e comunque c’erano nuovi COLOR da conoscere! Quando, verso le undici del mattino, ho varcato l’imponente portone del convento, tutti  i dubbi e le preoccupazioni sono svaniti: è bastato uno sguardo per capire che, talvolta, non importa quanto tempo sia passato, quanto tu sia cresciuta o quanto il mondo sia cambiato intorno a te; ci sono persone, che quando le rivedi, tutto riprende dal momento esatto in cui vi eravate interrotti.

Un altro principio che avevo appreso dall’esperienza al COLORcampus è che per ottenere qualsiasi risultato nella vita è necessario “LAVORARE, LAVORARE, LAVORARE, SUDIARE STUDIARE, STUDIARE”.

Consapevoli di questo motto, che Wiliam non si stanca mai di ripeterci, salutati i nostri genitori, ci siamo riuniti nella COLORagorà, dove il fondatore di COLOR YOUR LIFE ci ha raccontato la storia della sua vita e della Ferrero, per fornirci un modello vincente di imprenditore quale è stato Michele Ferrero, fondatore della celebre fabbrica omonima e con cui Wiliam ha lavorato fianco a fianco per più di quarant’ anni. Da quel momento infatti, la missione di noi COLORwinner è diventata quella di essere imprenditori di noi stessi oggi, per il nostro domani.

Divisi in team aziendali, ciascuno formato a tre componenti, ci è stato affidato il compito di ricercare un’idea vincente capace di rispondere a un bisogno della nostra quotidianità.

L’obbiettivo principale era quello di creare personalità lavorativa, di diventare “imprenditori di noi stessi” attraverso l’assimilazione di competenze trasversali come la capacità di lavorare in gruppo, ovvero di confrontarsi tra “soci” avendo un unico obbiettivo: creare un prodotto originale e innovativo in grado di sfidare le intemperie del mercato.

Proprio come una vera e propria azienda, ciascun team aziendale avrebbe dovuto ideare un nome, un marchio e un payoff(frase di sintesi che racconta la missione dell’azienda) per la propria società.

Prima di metterci al lavoro Wiliam ci ha fornito altri preziosi consigli sintetizzabili in sette parole chiave: AMARE, SOGNARE, CREDERE, CORAGGIO, FARE, DETERMINAZIONE, UMILTA’, METODO.

Ha concluso citando e celebri parole pronunciate dal fondatore della Apple “stay hungry, stay foolish”. Avevo sentito e pronunciato più volte questa frase ma oggi mi rendo conto che per molto tempo ho ignorato il suo vero significato. Non mi ero infatti mai interrogata sul motivo dell’accostamento fatto da Steve Jobs. Eppure egli ha abbinato due parole molto precise: follia e fame.

Al termine della mia seconda esperienza al COLORcampus, dove ho avuto l’opportunità di ideare un prodotto nuovo all’interno del mio team aziendale, in cui sono diventata responsabile dell’intero processo di produzione, dove ho compreso l’importanza di assumersi delle responsabilità e rispettare i tempi di consegna, dove sono diventata imprenditrice di me stessa, posso dire di averne compreso il significato. Perché per essere bravi imprenditori bisogna essere “folli”.

Sì, bisogna essere “folli” per scegliere sempre l’innovazione, “folli” per avere il coraggio di produrre cose che non sono mai state fatte prima, “folli” per avere la determinazione per raggiungere un traguardo anche quando gli altri non credono in noi. Perché la “follia” è la fame di evadere fuori dalla routine cercando di migliorarla, fame fi credere in un sogno, che coincide con il proprio talento, talvolta inespresso. Perché tutti ne abbiamo uno e ora so che non fare nulla per realizzarlo è forse l’unica, vera, “follia”.

 

Giorno dopo giorno i nostri progetti prendevano sempre più forma. Attraverso i COLORpianeti e i suggerimenti che ci sono stati forniti da Wiliam, che monitorava quotidianamente i nostri progressi e da COLOResperti di grande valore come Sara Martinotti, Marco Capurso e Marco Gay, non solo abbiamo ottenuto i giusti spunti e le dritte per migliorare diversi aspetti del prodotto ideato e della comunicazione, ma abbiamo soprattutto ricevuto degli esempi di vita.

Mi ha colpito particolarmente la storia di Renato Goretta, imprenditore spezzino che a 54 anni sta per conseguire la sua terza laurea, sogno custodito fin da ragazzo e che, dopo diverse traversie, sta per coronare.

Scolè Marta_1Al team aziendale in cui ho svolto la funzione di capo-progetto, i miei soci ed io abbiamo dato il nome NewHorizon, il nuovo orizzonte della freschezza. L’idea da cui siamo partiti per sviluppare il nostro prodotto, un frigorifero caratterizzato da soluzioni innovative e d’avanguardia (scanner in grado di registrare i dati base di un alimento, display, materiale anti-odori…) è stata quella dello spreco alimentare. Il marchio che abbiamo ideato è il frutto del fattivo contributo fornitoci dal COLOResperto Marino Lagorio, che ci ha suggerito l’idea dell’orso e del COLORcoach Michelangelo, il quale ci ha spiegato le tecniche di base per usare il software grafico Photoshop.

I COLORcoach sono punti di riferimento molto importanti per noi COLOR: lavorano quotidianamente al nostro fianco fornendoci preziosi consigli e, attraverso la passione che ripongono nello svolgere i loro incarichi, diventano per noi un esempio. Fondamentali per una buona esposizione dei progetti alla COLORexperience, sono stati infatti gli insegnamenti della COLORcoach Emanuela che, giorno dopo giorno, ci ha fornito le tecniche del public speaking e che attraverso le giuste osservazioni mi ha fatto comprendere quanto sia importante non spalmare un unico pensiero, un unico colore su tutto il testo ma partire da una tonalità di base per poi darne diverse sfumature. Per far ciò, mi ha spiegato, è indispensabile legare ad ogni frase un’immagine della nostra vita, un ricordo preciso. Le parole sono infatti generiche, metaforiche. Il pensiero specifico fa si che ciò che diciamo sia talmente vero che all’uditore arriva l’emozione tale da evocare anche in lui un ricordo personale su quelle parole.

Sull’importanza dell’immagine il COLORcoach Santiago aveva basato il suo COLORpianeta insegnandoci che queste si possono creare soltanto mediante la percezione visibile di un evento, ovvero il vissuto di una persona. E’ proprio dalle sue parole che la COLORwinner Rossella ed io abbiamo deciso di comporre “La magia del tempo”. Abbiamo elaborato questo testo per COLORnews, attività nata da un’idea di Renata Crotti, che ogni giorno vede protagonisti cinque diversi COLOR con il compito di raccontare attraverso un testo, un video o una poesia, la vita al COLORcampus.

Questa è la sintesi della mia esperienza al COLORcampus, che ancora una volta mi ha permesso di vivere bellissime emozioni e di avvicinarmi a splendide persone con le quali ho condiviso a pieno questi dieci giorni. Ma un viaggio non comincia nel momento in cui partiamo né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati.

Marta