Esistono vari modi per prevenire il futuro distopico che da sempre ci è stato presentato: quel futuro in cui l’ambiente dove viviamo, i paesaggi stupendi che possiamo immortalare e qualunque specie di animale conosciute e sconosciute, sarebbero sempre meno frequenti, sostituiti dalla spessa cortina di smog e da quantità esorbitanti di strade e asfalto.

Tra questi modi spicca l’eliminazione del carbone dalle nostre vite. Il carbone, infatti, è uno dei combustibili fossili che più è responsabile dell’inquinamento dell’aria che respiriamo: è considerato il combustibile fossile più sporco e inquinante degli ultimi 10 anni.
A livello mondiale le centrali a carbone generano il 40% di elettricità contro il 70% di emissioni di CO2 prodotte.
Si stima che il carbone sta accrescendo sempre di più i rischi del cambiamento climatico oltre che danni sostanziali a livello di inquinamento atmosferico.

newsgaiaPer limitare ed eliminare approssimativamente i danni che questo combustibile ha già provocato è necessario che entro il 2035 tutti i paesi abbiano già cominciato a diminuire sostanzialmente l’utilizzo del carbone come una delle principali fonti di energia. Bisogna assolutamente fare in questo modo e in questo lasso di tempo al fine di riuscire a eliminarlo totalmente dal sistema energetico globale entro il 2050.
In caso contrario, le temperature e l’inquinamento continuerebbero ad aumentare fino a portarci ad un vero e proprio punto di non ritorno, che mai quanto oggi è sembrato così vicino.

Come spiega WWF un futuro senza carbone è possibile e ovviamente dovranno essere i paesi industrializzati a guidare questa campagna: emettere normative che proibiscano costruzioni future di centrali di carbone e che impongano la chiusura di quelle fabbriche che sono meno efficienti. Questo però non è altro che il primo passaggio: entro il 2030 e non oltre anche i paesi in via di sviluppo dovranno emettere le sopracitate normative e di importanza fondamentale è l’aiuto che i paesi industrializzati dovranno dare agli altri paesi, interrompendo sin da subito le sovvenzioni finalizzate all’estrazione del carbone e qualsiasi tipo di finanziamento per progetti futuri riguardanti questo combustibile.

I governi hanno il delicato compito di far partecipare attivamente i cittadini, poiché la chiave per garantire lo sviluppo sostenibile e accesso all’energia per tutti esiste ed è contenuta nelle energie rinnovabili. Il modello presentato da quest’ultime, al contrario di quello dovuto all’utilizzo dei fossili e del nucleare, porta benefici estesi e limita le emergenze sanitarie causate dall’inquinamento. Un obiettivo principale è quello di aprire le porte del mondo delle energie rinnovabili a tutti, anche a chi non ha accesi ai servizi energetici moderni e che ha il diritto di migliorare la vita come tutti gli altri.