“Cantami o diva l’ira del pelide Achille…”, il sacro verso del proemio dell’Iliade che tutti abbiamo imparato sui banchi di scuola, analizzato, parafrasato, traslitterato in greco, vagliato in tutti i modi possibili, fino a diventare un’espressione mnemonica ed esempio eloquente di studi retorici priva di quella voluttuosità da leggere con piacere.

Su radio 3, nella rubrica “Ad alta voce”, si propone la recitazione da parte di artisti di alto calibro di capolavori di letteratura, e, su progetto di Alessandro Baricco, tra questi sono state inserite anche l’Iliade e l’Odissea. Ad interpretarli, oltra a Baricco, un giovane ed eclettico attore, Elio Germano, ormai pratico a dar voce ai poeti, come si è già evinto dalla sua eccellente prestazione nel vestire i panni di Giacomo Leopardi, che porta un vento di freschezza e brio all’interno di due opere dai temi eterni ma risalenti a millenni fa.

I ragazzi che si apprestano allo studio di questi due poemi possono ripassare ed approfondire grazie a questo piacevole esercizio di assimilazione uditiva, più gradevole in quanto la lettura eseguita da attori può stimolare maggiore attenzione ed empatia, facendo cogliere sfumature emotive percettibili aprendo sensi che non svilupperemmo in una pedissequa esegesi dei passi in classe. Ma l’opportunità non vale solo per gli studenti, bensì anche per qualunque persona che, occupata in qualsiasi funzione, desideri apprendere in modo disinteressato e per pura propensione culturale capisaldi come l’Iliade e l’Odissea attraverso il metodo più proficuo che esista, l’ascolto e la pratica.

Come quando il maestro Manzi insegnava a grandi e piccini in televisione, i nostri interpreti divulgano alla radio, come se fossero gli aedi del periodo omerico, racconti sepolti dalla polvere, e, senza apportare modifiche o reinterpretazioni al testo originale, danno vita alla rievocazione delle atmosfere, delle scene, degli intrecci solo attraverso lo strumento della voce.
In tal modo, la narrazione appresa mediante l’ascolto si trasfigura nel nostro immaginario e stimoliamo di conseguenza la fantasia e la creatività.

È una tecnica molto efficacie quella dell’ascolto che, secondo studi scientifici, aumenta una maggiore memoria legata oltre che al ricordo uditivo, anche alle emozioni e configurazioni generate dalla nostra mente nel momento in cui, data la mancanza di un testo su cui poggiarsi, si sviluppa concentrazione nel recepire.
Ecco perché i non vedenti hanno una memoria formidabile. Trascorrere del tempo in compagnia di sana cultura non speculativa amplifica la nostra curiosità e sensibilità alla bellezza, intesa come quella intellettuale, e per chi ama il teatro è un modo per conciliare la passione artistica all’aspetto ludico e non tedioso, dell’acquisizione di opere letterarie di grande spessore.