Padiglione Zero: così è chiamata la struttura collocata all’entrata della manifestazione che ha catturato l’attenzione del mondo intero, EXPO 2015, che noi COLORwinner abbiamo avuto la possibilità di visitare per una intera giornata grazie a COLOR YOUR LIFE, con il sostegno di Kinder+ Sport.

IMG_3923Zero come origine, inizio: difatti, si tratta di un vero e proprio percorso che attraversa la storia partendo dagli albori, un viaggio alla scoperta dell’uomo in tutte le sue sfaccettature e di cui anche il cibo è attivamente protagonista, essendo esso stesso la colonna portante dell’Esposizione Universale di quest’anno.

“Divinus halitus terrae”: questa è la frase posta all’entrata del padiglione, ossia “Il respiro divino della terra”; dopodiché un’atmosfera calda con luci soffuse accoglie i visita- tori al suo interno, che inaspettatamente s’imbattono in un archivio in legno di enormi dimensioni, con cassettoni che ricordano un’antica biblioteca. Una biblioteca contenente secoli e secoli di storia dell’alimentazione.

Proseguendo all’interno della struttura (progettata dall’architetto Michele De Lucchi e realizzata dall’artista visivo Giancarlo Basili), si giunge in una sala innovativa e completamente discordante con quanto si è potuto ammirare in precedenza: immagini riguardanti la coltivazione, la pesca, e tutti i metodi utilizzati sin dalla preistoria per procurarsi il nutrimento necessario alla sopravvivenza, con un albero alto ben ventitré metri che si erge sul soffitto, simbolicamente denunciando il dominio che la natura ha sull’umanità, regina indiscussa di tutte le specie viventi.

Andando ancora avanti in questo viaggio, un impianto molto particolare raccoglie i semi utilizzati nelle principali coltivazioni del mondo, e di seguito una sala dedicata agli animali: sculture a grandezza naturale riproducono pesciolini che armoniosamente scendono dal soffitto, cavalli, un bufalo, oche e conigli; specie animali che da sempre hanno caratterizzato l’alimentazione dell’uomo. Poi ci s’imbatte nella sala degli attrezzi, con utensili e strumenti adatti alla coltivazione, rappresentanti da un grande mulino che ha segnato la storia.

Tutta la storia raccontata fino a qui porta ai giorni nostri: un plastico di circa trecentoventi metri quadrati rappresenta il cambiamento che, tra rivoluzioni ed eventi significativi, l’uomo ha attuato sull’ambiente circostante.

Oggetto di stupore e meraviglia è poi la Sala della Borsa: un vero e proprio “muro digitale” caratterizza l’ultima stanza del padiglione che, come preannuncia il nome che la caratterizza, raccoglie sistematicamente i valori e il flusso del consumo alimentare in tutto il mondo, aggiornandosi senza un attimo di sosta.

IMG_1036Di seguito si entra nella sala dedicata allo spreco del cibo: porvi fine è obiettivo principale che l’Esposizione Universale di quest’anno si è prefissata: una scultura significativa rappresentante una “collina” di rifiuti è l’emblema di questa tappa, essenziale per trasmettere il messaggio di Expo 2015.

Per ultime ma non meno importanti, due sale di cui la prima dedicata alla comunità di agricoltori e industrie alimentari, e la seconda con un video di cinque storie dei progetti migliori di cooperazione per lo sviluppo, realizzate al fine di produrre un’ondata di speranza per il prossimo futuro.

Così si chiude l’entusiasmante percorso nel Padiglione Zero, uno dei più gettonati e visitati, che sicuramente rimarrà nel cuore di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di vederlo, inclusi noi COLOR, per l’importante messaggio che vuol trasmettere e per la semplicità e la chiarezza con cui gli ideatori hanno saputo sensibilizzare su un argomento di tale rilievo, che sta mettendo con le spalle al muro il mondo intero.