AFAM è il sistema nazionale dell’alta formazione artistica e musicale. È costituito da Conservatori, Accademie, Istituti superiori di industrie artistiche.
AFAM ha indetto attraverso i vari direttori delle giornate di protesta a partire dal 13 febbraio e per tutto il mese. La protesta in questo caso non è uno sciopero, né una manifestazione, bensì concerti, performance, attività musicali e momenti di riflessione e sensibilizzazione. Il Conservatorio di Vicenza ha protestato attraverso concerti all’interno del Conservatorio stesso durante il mese di febbraio dove si sono esibiti gli allievi.

Tutti questi concerti denunciano l’assenza di progettualità politica e culturale riguardo al sistema formativo musicale, che si colloca nel quadro di una costante sottovalutazione del valore e dell’importanza della musica nel contesto culturale e sociale complessivo del nostro Paese. Il problema di maggiore importanza però è un altro: la Legge n. 508 nella quale mancano ancora i fondamentali passaggi normativi sebbene sono trascorsi ben 16 anni, quali il decreto sul reclutamento del personale docente e la messa a ordinamento dei bienni. Esponendo i vari problemi che persistono nei Conservatori, tutto appare astratto e lontano da noi. Gli allievi dei vari enti musicali lo stanno vivendo direttamente, provocando loro danni irreparabili, come docenti non di ruolo che continuano a cambiare, quindi che non danno continuità nel percorso formativo di un allievo e l’impossibilità dei direttori di poter scegliere i docenti più adeguati.

Ma quali sono le caratteristiche di queste proteste?

Vicenza continuerà la protesta attraverso la musica improvvisata per trasmettere al meglio l’inno alla libertà creativa ma anche civile.
Il titolo del festival Vicenza Jazz sarà appunto “Di nuovo in viaggio verso la libertà”. Grazie alla partecipazione di figure di rilievo internazionale della musica, come Stefano Bollani, Paolo Fresu, Joe Lovano e molti altri, la proposta sarà maggiormente accolta dal pubblico.

Invece a Treviso la musica improvvisata in piazza ha stupito il pubblico, incuriosito dalla musica suonata da allievi e insegnanti del Conservatorio di Castelfranco, in piedi, con gli spartiti in mano e uno striscione alle loro spalle con scritto: “Inutile suonare se nessuno ascolta”. Infatti il direttore del Conservatorio stesso ribadisce il concetto della protesta che non sono i soldi quello che vogliono, bensì attenzione alle istituzioni di formazione artistica e musicale per non perdere la tradizione culturale del nostro Paese.

Questa protesta non è stata silenziosa, non è stata violenta, ma ha colpito gli animi e la sensibilità della gente che ha saputo ascoltare.