Si pensa sempre, forse troppo spesso, al cinema come un gioco, un divertimento, una semplice finzione. Spesso sembra di trovarsi di fronte a una serie di situazioni troppo impossibili o troppo realistiche. Eppure, intrufolandosi silenziosamente all’interno di questo mondo si scoprono i segreti che ci sono al di là della telecamere e delle semplici battute affidate agli attori.

Oggi noi COLOR abbiamo avuto la possibilità di avvicinarci un po’ di più a questo universo tanto misterioso quanto magico: lo abbiamo guardato con curiosità, ci siamo affacciati intimiditi a una finestra su quel mondo e, lentamente, ci siamo fatti coccolare da quelle cose che poco prima erano per noi un mistero.

Studio teatro da quattro anni e quest’autunno avrò l’opportunità di recitare in un mediometraggio, pertanto ho vissuto l’esperienza di questa mattina con molta fame di conoscenza e curiosità. Ho potuto accrescere le mie conoscenze in questo campo che, nel mio piccolo, spero possa diventare qualcosa di più grande e importante nel mio futuro. Molti sono stati gli stimoli e gli spunti che ho ricevuto, non solo dal punto di vista teorico, ma anche e soprattutto pratico, considerando i consigli che il COLORcoach Beppe mi ha dato al fine perfezionare il mio modo di recitare.

DSC_0518

Amo recitare perché mi permette di diventare qualcun altro, immedesimarmi in ciò che non sono e di trovarmi in situazioni lontane dalla mia quotidianità.

Può sembrare strano, ma recitare vuol dire anche avere una nuova consapevolezza, diventare più sensibili, riuscire a comprendere meglio chi ci circonda, capire comportamenti che prima parevano inspiegabili. Vuol dire cominciare a guardarsi meglio attorno. Decidere di studiare a fondo l’animo umano andando un pomeriggio in un parco o in centro città, fermarsi, studiare i gesti, i volti, le espressioni, il passo veloce di un uomo in carriera, quello lento e curioso dei turisti, la mamma che sgrida il figlio che si è allontanato troppo o il nonno che nasconde nella tasca della nipotina una caramella.

È un continuo studio delle reazioni della gente, dei sentimenti che provano, dei modi di comportarsi, di agire. In fondo, la recitazione non è altro che una maniera di raccontare storie o, come diceva il grande Hitchcock, “Il cinema non è altro che la vita a cui sono state tolte le cose noiose”. Si riesce così a vedere con occhio critico, ad analizzare dall’esterno se stessi e la propria vita, a cambiare, a migliorare per non fare gli stessi errori dei personaggi che ci si trova ad interpretare e a diventare protagonisti della nostra esistenza, per viverla al meglio. In merito a questo, Charlie Chaplin  affermava che “La vita è come un’opera di teatro che non ha prove iniziali, quindi canta, ridi, balla, ama, piangi e vivi intensamente ogni momento della tua vita, prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi”.

DSC_0511

Giulia Basso