Il cartone animato delle Winx, oltre che ad avermi appassionato quasi eccessivamente nel periodo infantile, ripercuote in me una miriade di ricordi nostalgici. Rammento i momenti in cui la mia amatissima nonna Dina, che purtroppo ormai da 4 anni è un angelo che mi sorveglia da lassù, ad ogni frivolo traguardo che raggiungevo, stringeva le mie mani alle sue che tenevano un ovetto Kinder che, all’interno, conteneva spesso come sorpresa una fatina. Io la guardavo con occhi adoranti e tanto tanto briosi. Oltre all’ovetto Kinder, mi regalava anche peluche delle Winx, che ancora dormono accanto a me ed hanno impresso il profumo della mia nonna, o meglio, lo spruzzo io, così da sentirla ancora più vicina.

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Un Natale, forse all’età di otto anni, chiesi una fata alta un metro, la Winx in questione era Stella, la mia preferita, ricordo bene. Questa mi arrivò ed i miei genitori al momento dell’apertura dei regali afferrarono in fretta la videocamera e mi ripresero mentre il mio sorriso risplendeva più del solito. Conservo ancora quel video e ogni tanto, quando lo riguardo, rido divertita. Dedicavo alla mia Stella gran parte del mio tempo: la pettinavo, le creavo diversi outfit, la truccavo. Le ho persino lavato i capelli con tanto di phon e tenevo accesa la tv soltanto per lei. Tutto questo all’insaputa di mia madre. Se mi avesse sorpresa probabilmente avrebbe preso in considerazione una visita dallo psicologo.

Ora rivelerò un fatto che non ho mai esternato a nessuno e che vi lascerà interdetti, ma allo stesso tempo divertiti. Dopo circa due mesi che possedevo questa enorme bambola (sottolineo che era più alta di me), iniziavo ad avere paura di lei di notte; mi fissava, era inquietante. Ovviamente immaginavo suoni e movimenti provenire dalla Winx e non riuscivo più a dormire con lei nella stanza, così mia madre l’ha donata ad una bambina meno fortunata di me, che ne aveva sicuramente più bisogno.

Oltre a questa insolita esperienza, è inevitabile pensare a tutte le avventure all’asilo, dove ogni bambina interpretava una fata a piacimento. Io litigai con una mia amichetta per rivestire il ruolo di Stella. A noi appassionate bastava poco: uno scivolo, un’altalena, e la nostra città di Magic era al completo. Ci divertivamo come matte, urlavamo gli incantesimi e saltavamo in alto in alto come per volare, con il sole che ci intiepidiva le fronti e ci faceva sorridere pure gli occhi. Se chiudo le palpebre riesco ancora quasi ad avvertirle quelle risa, spensierate ed allegre, che solo i bambini hanno la capacità di fare. Se solo potessi rivivere quei momenti…Quando ero triste da piccola, mia madre sapeva benissimo che fare: accendeva la televisione ed io mi fiondavo sul divano, dove nessuno avrebbe dovuto parlarmi né distrarmi per tutta la durata del programma. Questo cartone è anche molto istruttivo: ad ogni episodio imparavo sempre qualcosa di nuovo.

Penso sovente alla società di oggi. Le mie gote si bagnano di lacrime quando i parchi giochi non hanno di chi li anima, sento solo abbozzati e costernati silenzi ornati da volti assorti, spenti, bassi sui dispositivi elettronici. Le Winx hanno rappresentano una grande parte della mia infanzia, ed ancora oggi, quando mi capita di udire la mia cuginetta mentre intona la sigla, le mie labbra producono involontariamente un sorriso di rimpianto, e mi sorprendo ogni volta di quanto il tempo passi troppo veloce.

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