Quattro giorni di durata, circa 180 mila visitatori a vedere l’ormai famoso appuntamento per amanti non solo dei fumetti ma anche di giochi, cinema, manga…
In questo festival sono presenti circa 350 padiglioni, la novità di quest’ultima edizione è stata l’apertura di un altro padiglione completamente nuovo.
Sono presenti ad ogni edizione personaggi amati da bambini e ragazzi: ma il protagonista della manifestazione è stato Dylan Dog di Bruno Brindisi, premiato con il “Romics d’oro”. Altre figure di spicco sono state i Peanuts, indimenticabili compagni di avventure con Charlie Brown e Snoopy. Sono però i “cosplayer”, il motivo per cui è famoso questo festival: ragazzi che si mascheranoper un paio di ore, trasformandosi nel proprio personaggio di libri, fumetti, film, videogiochi o manga preferito.

L’amato Dylan Dog è un fascinoso scienziato londinese alla ricerca dell’immortalità. Intrigante, horror, misterioso, fantastico, con dei legami ai mostri del passato. Dylan Dog, personaggio ispirato all’attore Ruper Everett, è l’albo a fumetti horror italiano più famoso.

Del passato del protagonista non si sa molto, cosa che aggiunge un tocco di mistero; è affascinato dalla paura, ma non è il classico eroe, lui stesso, come ogni uomo, ha paura dell’ignoto. Il vero nemico dell’investigatore è la morte, sempre ricorrente. I mostri che spesso rappresentano le vittime per le quali il protagonista prova pietà e compassione, sono l’allegoria dell’odio per il diverso che ha sempre caratterizzato la vita dell’uomo.

Perchè Dylan Dog è famoso?

Forse proprio per questo. Anche se in un mondo surreale, il protagonista ha dei pregi che sono importanti nella vita reale. Nei mostri si possono ritrovare anche i difetti dell’umanità e questo invita i lettori a riflettere.