Non è la prima volta che mi capita di trascorrere del tempo in terra salentina ma ogni volta ho l’opportunità di scoprire e apprezzare quanto di bello e di buono offre questa zona del nostro “Bel Paese”.

Il modo in cui il vicino di casa ti racconta i luoghi e le curiosità che lui e la sua famiglia vivono e conoscono forse da secoli, la storia che si nasconde dietro alle antiche ville e masserie della zona. Tutto concorre a creare quel fascino che nello stile di vita cittadino forse si è un po’ perso.

La passione e la partecipazione che si tocca con mano in ognuna delle feste religiose frequenti nei borghi e nelle città del Salento evidenzia, oltre che una fervida fede religiosa, anche una tradizione tramandata da secoli.

Il proprietario di una storica masseria che ti accompagna a visitare a tarda notte le stanze della masseria, che ti spiega come funziona la sua azienda e che ti dice di tornare a bere un caffè ogni qualvolta ti capita di passare da quelle parti perché la sua aspirazione è di far sì che tu possa sentirti a casa: una perfetta sintesi di accoglienza, passione, storia e tradizione.

Le stesse caratteristiche che ho ritrovato facendo visita ad un frantoio, il cui proprietario è un signore che arriva da una dinastia di olivicoltori, come ha affermato lui stesso “da quando ho 4 anni che vivo in mezzo alle olive”.
Questo signore ha raccontato tutto il procedimento che lui applica alla produzione dell’olio, lavorazione che risale alle generazioni passate e che oggi gli consente di avere un prodotto di eccellenza venduto in tutto il mondo dall’America all’Australia, lavorato e prodotto in un frantoio probabilmente unico al mondo.

Questo signore ha saputo unire la più antica tradizione alla modernità della tecnologia, l’uso dello smartphone e della mail infatti fanno parte ormai della sua quotidianità.

Un vero esempio da eleggere a modello del Made in Italy che ha saputo esportare non solo il prodotto ma la passione, la cultura e la tradizione senza le quali quel prodotto non sarebbe mai nato.