Saluzzo è una piccola cittadina in cui vivono più di 17 mila abitanti, è situata in provincia di Cuneo.

Il nucleo più antico è sorto prima del sec. XI in pendio e originariamente cinto di mura, dove possiamo ancora trovare l’antico castello, mentre la città nuova si è formata a partire dagli inizi del sec. XVII in pianura, intorno alla cattedrale (il Duomo di Saluzzo).

Saluzzo rappresenta uno splendido esempio di architettura medievale piemontese e conserva, le caratteristiche di diverse epoche. Più volte è stata capitale di un marchesato indipendente.

Nel 1091 fu occupata da Bonifacio del Vasto, che la lasciò al figlio Manfredo I. Quest’ultimo vi stabilì la propria residenza. Nel XII sotto Manfredo II, ebbe origine il Marchesato di Saluzzo. Occupata da Asti e in lotta con Cuneo, nel 1287 fu cinta da mura e munita di castello. Nel 1341 fu saccheggiata, questo avvenne a cuasa della lotta per la conquista della città da parte dei figli del marchese.

Dopo lunghe contese con i Savoia, ebbe un periodo di pace e, sotto Ludovico I e Ludovico II, raggiunse il massimo splendore economico e culturale. Venne di nuovo messa sotto assedio nel 1487 da Carlo I di Savoia, nel 1525 subì la dominazione spagnola e nel 1548, si sottomise alla Francia. Fu occupata da Carlo Emanuele I nel 1588 e venne definitivamente assegnata ai Savoia nel 1601 col Trattato di Lione. Assorbita nel Dipartimento della Stura in epoca napoleonica, tornò ai Savoia nel 1815 e seguì le vicende del Regno di Sardegna. Alla fine della seconda guerra mondiale vicino alla città si sviluppò la Resistenza partigiana.

Saluzzo divenne capoluogo di provincia fino al 1859, anno in cui il titolo passò a Cuneo.

Qui visse la famiglia Levi, che durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale vennero deportati nei vari campi di concentramento. Ancora oggi si può ammirare la sinagoga.

Il Duomo

La cattedrale di Saluzzo, nota come Duomo, si distingue per le sue forme tardo-gotiche; costruito fuori dalle mura appena oltre Porta Santa Maria tra il 1491 ed il 1501, sede vescovile dal 1511. La facciata è in mattoni a vista, ornata da tre portali sormontati da ghimberghe in terracotta che ospitano statue degli apostoli (portale centrale), mentre sopra i laterali vi sono il patrono San Chiaffredo e San Costanzo. L’interno presenta una copertura composta da volte a crociera, mentre di grande impatto è l’altar maggiore barocco con undici statue lignee di Carlo Giuseppe Plura e collaboratori. Nella navata centrale si può ammirare un prezioso crocefisso ligneo trecentesco.

A sinistra dell’altare maggiore c’è la Cappella del SS. Sacramento, con un polittico dell’artista fiammingo di origini francesi Hans Clemer, meglio noto come Maestro d’Elva.

Chiesa di San Giovanni

Splendido esempio di costruzione gotica fu la chiesa principale della città fino al 1501. Armoniosamente inserita nel contesto architettonico medievale del borgo antico, fu sede dei Domenicani dal 1325, nel corso dei secoli, subì numerosi rimaneggiamenti.

La “Castiglia”

Fu la residenza fortificata dei Marchesi di Saluzzo. Edificato inizialmente come roccaforte dal Marchese Tommaso I tra il 1271 e il 1286, il castello venne ampliato nel corso dei secoli inoltre venne anche dotato di ben quattro torri, bastioni, ponte levatoio e fossato.

Nel corso del XV secolo, a seguito di un favorevole periodo di pace e prosperità, viene trasformato in dimora signorile. Nella seconda metà del Cinquecento la Castiglia, vede un primo declino e divine sede del presidio militare, nonché sede di autorità governative, ricovero di malati e temuta prigione. Rimase una prigione fino al 2002 quando la sede venne spostata in campagna.

Da allora il comando dall’edificio è stato affidato al Comune di Saluzzo che ha intrapreso un’impegnativa opera di restauro finalizzato a un pieno riutilizzo culturale e sociale. Dove sorgevano gli antichi bastioni vi è ora un’ampia area verde atta ad ospitare spettacoli ed eventi culturali all’aperto. Il vecchio percorso di ronda dell’ex carcere lungo la cinta muraria consente invece di percepire la Castiglia nella sua massiccia imponenza, godendo di un eccezionale panorama sul centro storico e sulle colline circostanti. Dal 2014 la Castiglia è sede di due musei: il Museo della Civiltà Cavalleresca e il Museo della memoria carceraria (primo museo italiano interamente dedicato alla storia del carcere nell’età moderna). La Castiglia è inserita nel sistema storico-museale dei “Castelli Aperti” del Basso Piemonte.

Torre Civica

Fa parte del Palazzo Comunale ed è il simbolo del rinnovamento epocale che vide Saluzzo divenire una piccola ma ambiziosa capitale rinascimentale. Alta 48 metri, con una sommità ottagonale scandita da archi a tutto sesto, inoltre dal 1556 è sormontata da una cupola. Ospita la storica campana che per secoli ha scandito la vita della città. Nel 1993 un importante recupero conservativo ha permesso di tornare a salire i 130 gradini per raggiungere la sommità, da dove si può godere un ampio panorama sul borgo antico, sulla campagna circostante e sulla catena delle Alpi Occidentali. La torre è visibile anche dalle campagne che circondano la città.

Casa Cavassa

Significativo esempio di dimora signorile rinascimentale, risale al XV secolo. Fu residenza dei Marchesi di Saluzzo fino al 1464 quando il Marchese Ludovico II lo donò al Vicario Generale Galeazzo Cavassa.

E’ un tipico esempio di dimora signorile in stile rinascimentale, costruita nel sec. XV e rimaneggiata in quello successivo.

La facciata presenta cornici in cotto e affreschi arricchiti da decorazioni bugnate. Il ricco portale in marmo bianco con tarsie di marmi policromi incornicia un prezioso esempio di portone in legno finemente scolpito, mentre il cortile interno riporta un ciclo di affreschi à grisaille. Degna di nota è la Pala della Madonna della Misericordia ad opera di Hans Clemer. Nell’ottocento viene acquistata dal Marchese Emanuele Tapparelli d’Azeglio che si occupò del restauro e la lasciò in dono alla città.

Oggi l’edificio ospita la sede del Museo Civico e contiene in sè un’apprezzabile collezione di arredi d’epoca, nonché molti reperti archeologici e cimeli di Silvio Pellico, distribuiti in una quindicina di sale.