SCATTI D’INCHIOSTRO

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Osservando i miei ‘compagni d’avventura’ posso cogliere le loro espressioni, i loro modi d’essere, di atteggiarsi. Nonostante ciò che espongono sia un discorso pulito, scorgo in piccoli movimenti spontanei, per nulla razionali, le loro personalità. Sarà il mio suggestionarsi, saranno i postumi del sonno mattutino, ma tramite i loro pensieri li vedo. Ascolto i loro pensieri. Più o meno profondi. Più o meno razionali. Più o meno passionali. Più o meno intimi. Ogni parola è accompagnata dalle movenze dei loro corpi, dal mutare delle loro espressioni. Per sentirli non devo solamente ascoltarli, devo anche guardarli. Non posso limitarmi ad unico senso. Mi concentro sui loro volti. Li ritraggo, nella spontaneità del momento. Catturo i loro sguardi. Immortalo ciò che più si getta nei miei occhi. Voglio vederli, almeno provarci, non semplicemente guardarli distrattamente. Voglio provare ad imprimere nella mia memoria i loro lineamenti, prima di lasciare il COLORCampus. Voglio conservare ogni spunto o riflessione abbiano provocato in me.

Del resto Goethe affermava “soltanto ciò che ho disegnato ho veramente visto”.

 

Marianna  Ferrario