La scienza e la tecnologia stanno facendo passi da gigante.

L’articolo “Ecco l’algoritmo che mostra i sogni su uno schermo” su urbanpost.it spiega che giapponesi sono molto vicini a proiettare su uno schermo pensieri e sogni. Fantastico? Sicuro(!), ma siamo certi di non aver già inventato il modo di trasmettere questi mistici e misteriosi elementi del nostro subconscio su uno schermo?

Forse non sono i film altro che proiezioni digitali della nostra mente?

Per me, assolutamente sì!

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I film non sono altro che geniali creature, frutto dell’immaginazione di un regista che manda letteralmente in onda le sue idee, i suoi pensieri, la sua fantasia, trasmettendo una parte integrante di sé a chi guarda.

Non vi siete mai chiesti il motivo per cui siamo così attratti dai film? Beh, sicuramente perché i film non sono altro che fabbriche di sogni che ci permettono di immedesimarci nel protagonista sognando di viverne le stesse avventure. E, proprio come ci ha spiegato il COLORcoach Beppe durante il suo COLORpianeta al COLORcampus,  noi ci immedesimiamo nei personaggi che vediamo sullo schermo perché soffriamo e gioiamo insieme a loro; quello che loro provano diventa di diritto parte integrante di noi stessi, dei nostri pensieri! È quindi il contenuto delle nostre menti ad essere di fatto proiettato.

Molto spesso inoltre per empatia ci vengono trasmesse le stesse emozioni del regista, dei personaggi: paura, felicità, commozione, sono queste che danno un senso al film, che ci fanno entrare in un  mondo tutto nostro, in cui noi siamo i veri protagonisti della storia.

Un film è di fatto un sogno. È il modo in cui il regista vede proiettato il proprio: magari una fievole luce quando era bambino, ora un bagliore che irradia ognuno di noi spettatori.

 

di Matteo Grasso