I giovani contro Renzi: troppe ore, nessun diritto e nessuna meritocrazia. 

Arrivati ormai alla fine del lungo percorso scolastico, gli studenti, della seconda parte del secondo ciclo di istruzione Italiana (Scuole Secondarie di secondo grado, o meglio “Superiori”), sono stati presi d’assalto dalla politica interna dello Stato. Renzi, approvate le misure del governo, ha deciso di attivare il nuovo disegno di legge “La buona scuola”.

Innanzitutto, disco verde (via libera) a oltre 100 mila assunzioni di precari a settembre, diminuzioni fiscali alle famiglie che iscrivono i figli nelle scuole pubbliche, scuole aperte anche al pomeriggio e rafforzamento dell’insegnamento di musica, arte, lingue, educazione motoria con assoluta professionalità degli insegnanti di inglese (fin dalla Scuola Primaria).

Ogni anno buoni di 500 euro ai professori (Carta del Prof) per le spese culturali e per gli aggiornamenti e aumenti di stipendio per merito, per il quale il governo ha promesso 200 milioni di euro dal 2016.

Renzi ha deciso di abbandonare il meccanismo delle “classi pollaio” (sovraffollamento delle classi) e pretende più trasparenza nelle scelte. Infatti, i docenti non verranno più assegnati alle scuole secondo le graduatorie, ma, sempre tenendo conto della posizione e del cosiddetto “ruolo”, saranno selezionati dal preside attraverso un albo apposito e senza automatismi. Quest’ultimo potrà anche scegliere le modalità su cui ciascuna scuola premierà.

Puntando massima attenzione al merito e alla trasparenza, il premier ha, inoltre, aggiunto che i bilanci delle scuole e i curriculum degli insegnanti saranno pubblicati online.

Cancellando le supplenze, si consentirà la continuità didattica, diritto degli studenti, e i precari verranno assunti a tempo indeterminato solo tramite i concorsi.

Arriva un bonus fiscale (school bonus) a coloro che intendano investire nella scuola e i finanziamenti alle scuole potranno arrivare anche destinando il 5 per mille nella dichiarazione dei redditi.

Gli studenti si sono affollati nelle piazze di tutta Italia, da Milano a Roma, in una marcia rivoluzionaria “contro la scuola di classe”. Senza diritti, con riforme opprimenti, cercano la meritocrazia e un modo per farsi sentire e ascoltare. Ma i politici (Salvini) li denominano generazione di delinquenti, di bambini, di nullafacenti.

Circa un migliaio a Milano, diretti verso il palazzo della Regione Lombardia.

Altrettanti a Roma, capeggiati da striscioni, per la piazza della Repubblica, quella dei Santi Apostoli, per via dei Fori Imperiali e per via Cavour contro la Banca Centrale Europea (BCE). E ancora Genova, Torino, Napoli, etc.

Un prossimo sviluppo della situazione avverrà il 18 Aprile, con il termine delle audizioni parlamentari. L’obiettivo principale, e quindi uno dei primi interventi scolastici, riguarderà prevalentemente gli insegnanti che passano di “ruolo” quest’anno.

Il Liceo Angelo Omodeo di Mortara (Pavia) ha aderito a questi nuovi punti formativi per i ragazzi concludendo vari accordi con alcune associazioni lombarde (o comunque vicine alla sede), inoltre, aggiornando le certificazioni, programmando progetti senza l’aiuto di una qualche organizzazione per riempire i pomeriggi dei ragazzi e conferenze scientifiche, letterarie e di lingua, durante la sera, anticipando le visite scolastiche e prenotando quelle per l’anno seguente.