“Sturm und Drang”, “tempesta e impeto”: era così chiamato il movimento culturale che si diffuse in Germania verso la fine del Settecento. Esso introdusse il culto dell’interiorità, la valorizzazione della passione capace di liberare il genio ch’è dentro di noi.

Esiste un solco profondo fra la mente e il cuore: la passione. Essa è capace di dividere e contrapporre le nostre decisioni ai nostri sentimenti, e allo stesso tempo di arricchire le nostre considerazioni.

Essa è capace di guidare le nostre azioni, infiammare i nostri pensieri fino a farli diventare speranza di poter raggiungere un obbiettivo che agli occhi della logica sembrerebbe lontano. Ambizione e fantasia costituiscono le basi dei nostri sogni, e la passione costituisce il pilastro portante di questi.

Se gli occhi ci permettono di guardare la realtà come la vedono tutti, i nostri sentimenti ci permettono di colorare la vista con una sfumatura del tutto soggettiva.

Riflettendo e analizzando la natura dell’uomo, questa è sempre stata divisa tra razionalità e irrazionalità (dualismo): l’una spinge la persona a uniformarsi con il resto della società, l’altra invece permette di mostrare ciò che di originale ha ognuno di noi. Quest’ultima fa sognare, dona la possibilità di credere nell’incredibile e, pensando a ciascuna delle nostre vite, di credere nella realizzazione dei nostri progetti futuri. Le emozioni nascono nella nostra anima, ma rivivono in tutto ciò che vediamo e in tutto ciò che facciamo: esse sono nel tramonto che osserviamo la sera, nella bellezza di un’opera d’arte, nell’ardimento dell’amare. Il poeta è colui che riesce a trasformare una propria emozione in un paesaggio naturalistico oppure nella luce rosso rubino di un tramonto. Infatti egli non descrive la realtà, ma la dipinge con i propri colori, donandole una sfumatura diversa dall’ordinario.

“È del poeta il fin la maraviglia”, così affermava un grande poeta del XVII secolo, Giambattista Marino; poiché la passione, nel caso della lirica in versi, diventa il mezzo con cui si giunge a scoprire un livello più profondo della realtà che ci era stato nascosto.

Meravigliosa e fantastica appare la verità della nostra immaginazione, così un foglio e una penna diventano la tela e il pennello di chiunque voglia dipingere il proprio mondo con le parole. Quando si provano forti sentimenti, si ha l’impressione che la testa diventi leggera, quasi si fosse inebriati…è quel fuoco della passione che la rende lieve.

Si immagini di alimentare una fiamma, dapprima con dei rametti ( le spontanee emozioni), poi con dei ceppi ( l’amore) così da rendere questo fuoco duraturo. Prendendo un pezzetto di carta e lasciandolo andare appena sopra la fiamma, questo volerà in alto come una mongolfiera nel cielo… così è la mente di ognuno di noi, soggetta al calore del nostro cuore. Il poeta usa queste vampate per temprare le proprie parole le quali, di fronte ad un animo sensibile, si dimostrano portatrici di nuove interpretazioni.

Verso la fine dell’Ottocento il poeta era veramente considerato il sacerdote che permetteva il contatto profondo con la natura delle cose. I versi sono capaci di farsi interpreti di grandi verità sulle emozioni, di suggerire saggezza… di insegnare i segreti della vita. Amore, passioni, interessi e colori…

Come disse Walt Withman: “Che il potente spettacolo continua, e che tu puoi contribuire con un verso”.